TASSE, PIOGGE E FRANE: I CONSORZI DI BONIFICA SONO UTILI?

Gestione fallimentare e tributi obbligatori: Giannini (FI) accusa i Consorzi e rilancia la denuncia del sindaco di Tresana

Troppo utili agli scopi della politica

SAN MARCELLO – Dopo le recenti alluvioni che hanno messo in ginocchio la Toscana, si apre un acceso dibattito sul ruolo e sull’efficacia degli Enti di Bonifica. A intervenire è Michele Giannini, che rilancia le dichiarazioni del Sindaco di Tresana e solleva interrogativi sulla reale utilità di questi enti.

Dopo i giorni critici che ha attraversato e sta attraversando ancora la Toscana, con copiose e incessanti piogge che, purtroppo, hanno segnato il territorio con alluvioni e disastri in pianura, e smottamenti e frane in montagna, si rende necessario portare davanti all’opinione pubblica l’intervista rilasciata alla stampa del Sindaco di Tresana, unico Sindaco che coraggiosamente, esponendosi pubblicamente, dichiara quello che pensa, riguardo le competenze e il ruolo, che hanno gli attuali Enti di Bonifica.

Il sindaco di Tresana (MS), ha pubblicamente affermato, sotto certi aspetti, quello che il sottoscritto va scrivendo da anni in merito all’azione inconsistente, e quindi inutile per la comunità, che effettuano gli Enti di Bonifica nel contesto delle attuali perturbazioni atmosferiche che con i forti temporali gonfiano smisuratamente i fiumi, che gli Enti di Bonifica hanno sotto il diretto controllo, e che da questi si generano alluvioni disastrose con danni enormi per intere comunità, e non solo..

Il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, nella sua intervista dice testualmente: “I Consorzi avrebbero un bassissimo gradimento popolare, dovuto anche alle strategie politiche quando i cittadini hanno cercato di eleggere i propri rappresentanti, il sindaco ha poi aggiunto, i Consorzi non sono nati per gestire torrenti e fiumi, e questo compito conferito dalla regione, necessiterebbe della presenza di alcune figure professionali, secondo il sindaco Mastrini, i consorzi limiterebbero al minimo gli interventi di manutenzione ordinaria senza risolvere i problemi a monte, come riqualificare i boschi, evitare l’erosione dei suoli, controllare il dissesto idrogeologico diffuso, e favorire le aree di laminazione in modo che il fiume possa sfogarsi, per il sindaco la strada pare ormai obbligata, o ripensare al funzionamento dei consorzi, o superarli abrogando la legge regionale su questi.”

La risposta del presidente del consorzio di bonifica Toscana Nord, Dino Sodini, non si è fatta attendere rispondendo testualmente :”che all’interno dell’ente consortile ci siano delle figure valide e preparate, come ingegneri idraulici e uffici dotati di tecnici all’altezza, e che il livello delle progettazioni è elevato, lo dimostrerebbero i finanziamenti ottenuti di milioni di euro negli anni.

Sulla possibilità di integrare i consorzi di bonifica nelle strutture operative di protezione civile e di assegnare maggiori competenze in materia di ambiente”.

Risulta chiaro che il presidente Sodini non poteva far altro che difendere a spada tratta l’ente di cui è presidente, e in merito ai finanziamenti che l’ente riceve, è necessario fare un distinguo non da poco, si dimentica o volutamente non si menziona, che i maggiori finanziatori dell’ente di cui è presidente, e per estensione, di tutti gli enti di bonifica, sono i cittadini chiamati a pagare il tributo di bonifica, un tributo, macché, un balzello medievale che aumenta ogni anno, che non si può eludere perché è obbligatorio pagarlo, e senza questo tributo sarebbe veramente arduo per gli stessi continuare ad esistere, anzi sarebbe cosa buona e giusta sopprimerli, ma questo, purtroppo, non sarà mai fatto, perché secondo la mia opinione, essi risultano troppo utili agli scopi della politica, con essi sistemano personaggi che non hanno trovato alcuna collocazione altrove, per esempio trombati alle elezioni, e oltretutto avranno sempre un bacino di voti “sicuri”.

In conclusione, forse una strada seria da percorrere sarebbe quella di andare oltre gli Enti di bonifica, così come sono organizzati, ma creare un unico Ente Nazionale con un grande progetto di messa in sicurezza del degrado del territorio nazionale, il che potrebbe rientrare in quel progetto di “Grandi Opere” da realizzare, di cui il nostro paese ha bisogno, per rilanciare il mondo del lavoro; oltretutto questo permetterebbe un più oculato impiego di personale e risorse, cancellerebbe i tanti consigli di Amministrazione, che inevitabilmente parte di quelle risorse consumano.

Michele Giannini
Addetto Stampa FI
Montagna Pistoiese

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