La sanità raccontata. Un testo ASL del 2 febbraio annuncia la “riattivazione” dell’ambulatorio di Ortopedia al Pacini. Peccato che, tradotto, significhi due date mensili e solo prime visite. Intanto la stampa copia-incolla, e la montagna resta con servizi a intermittenza

Come definire il comunicato dell’ASL del 2 febbraio, dal titolo “San Marcello Piteglio, riattivato l’ambulatorio di Ortopedia al presidio Lorenzo Pacini”?
Un comunicato istituzionale perfetto: lucido, rassicurante, pieno di parole che suonano bene.
Pronto per essere ripubblicato ovunque senza filtro, senza verifica, senza una domanda.
Altro che stampa pluralista: qui tutto funziona in modalità monista, con una degna opera di copia-incolla.
Stesso testo, stesso impianto, stessa narrazione: cambia solo il logo in alto.
Il titolo promette una grande notizia. Poi leggi e scopri che “riattivato” significa:
- due volte al mese
- solo prime visite
- per febbraio: 3 e 17
Questa non è una riattivazione: è una comparsata programmata, un servizio “a finestre”, con cittadini della montagna ormai abituati a una sanità a giorni alterni, con lunghe pause tra una presenza e l’altra.
È il solito modello: centralizzazione reale, territorio raccontato sulla carta.
Il linguaggio furbo
Il comunicato è costellato di parole positive e rassicuranti:
- “Presidio integrato ospedale-territorio”: etichetta elegante per dire ospedale smantellato.
- “Continuità assistenziale”: per un servizio che è, nei fatti, intermittente.
- “Riducendo gli spostamenti”: forse vero, ma solo per chi riesce a rientrare in due finestre mensili.
Il lettore viene poi rassicurato anche sull’altro servizio: l’ambulatorio chirurgico. Ma anche qui la realtà è ridotta all’osso:
una mezza giornata a settimana, in un contesto che sa più di gestione emergenziale (mancanza di personale) che di pianificazione sanitaria.
Tolte le parole, restano i numeri
E i numeri sono impietosi.
Ambulatorio di Ortopedia
fino al 2012 esisteva un reparto di Ortopedia, ora:
- 2 volte al mese
- solo prime visite
Ambulatorio di Chirurgia
fino al 2012 esistevano reparto e due sale operatorie, ora:
- 1 volta a settimana
- mezza giornata (8:30–14:00)
La sanità nella comunicazione
È un esempio perfetto di come funziona la sanità “raccontata”:
- si spacciano servizi minimi come soluzioni strutturali
- si celebra la “continuità” mentre i servizi sono a singhiozzo
- si evita accuratamente di parlare di ciò che manca davvero:
personale stabile, programmazione, responsabilità politiche e organizzative
Insomma: due ambulatori al mese (se va bene) e un comunicato trionfale.
E quando nel testo si legge:
“Con la presenza di un ortopedico garantiremo ai pazienti della Montagna… assicurando continuità assistenziale”
la domanda è inevitabile:
come si fa a chiamare “continuità” un servizio di 2 giorni su 30, limitato alle prime visite?
E come si fa a dire che “riduce gli spostamenti” se riguarda solo pochi fortunati che riescono a prenotare in quelle date?
Perché il punto è questo: molti lettori si fermeranno al titolo.
E dal titolo capiranno che “il servizio c’è”.
Quando invece c’è solo a intermittenza.
Ultima domanda, molto concreta
I posti disponibili sono riservati ai cittadini della montagna?
Oppure, tramite CUP, entrano in prenotazione anche utenti esterni e la visita viene assegnata “a caso” tra chi fa richiesta?
Marco Ferrari
[marcoferrari@linealibera.info]






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