Quattro ricorsi contro il Decreto VIA 678/2025: associazioni ambientaliste, ordini professionali e comitati territoriali contestano la compatibilità ambientale del progetto e si preparano al confronto davanti al TAR Toscana

PRATO. [a.b.] Il percorso del Masterplan 2035 dell’aeroporto di Firenze entra ufficialmente nella sua fase più controversa. Venerdì 9 gennaio 2026 lo Studio Legale Giovannelli, Masi, Cecconi & Associati ha notificato ai Ministeri competenti e alle amministrazioni coinvolte quattro distinti ricorsi per chiedere l’annullamento del Decreto Interministeriale di VIA-VAS n. 678/2025, con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dichiarato la compatibilità ambientale del progetto di nuova pista e degli interventi connessi.
Secondo i ricorrenti, il provvedimento ministeriale avrebbe riconosciuto una “presunta” compatibilità ambientale tra l’espansione aeroportuale e l’area del Parco Agricolo della Piana Firenze–Prato–Pistoia, un territorio già sottoposto a vincoli, fragilità idrogeologiche e pressioni ambientali significative.
Da qui la decisione di avviare un’azione legale coordinata, che punta a rimettere in discussione l’intero impianto autorizzativo.
A promuovere i ricorsi è un fronte particolarmente eterogeneo, composto da associazioni ambientaliste nazionali, comitati locali, ordini professionali e realtà civiche.
Tra i firmatari figurano:
• Associazione degli Amici di Pisa APS
• Comitato No Aeroporto di Prato e Provincia
• Forum Ambientalista ODV
• Associazione IL BINARIO G.I.A.N. APS
• Associazione Il Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore APS
• ISDE Italia – Medici per l’Ambiente
• Italia Nostra Associazione Nazionale APS
• Legambiente Nazionale APS
• Lipu Associazione ODV
• Medicina Democratica ETS
• Ordine degli Architetti P.P. e C. della Provincia di Prato
• VAS Vita Ambiente Salute ODV
• WWF Italia ETS
• Una Città in Comune – Pisa
Una coalizione che unisce competenze tecniche, sensibilità ambientaliste e istanze territoriali, segno di un dissenso radicato e non circoscritto a un singolo ambito.
Pur con motivazioni articolate, il nucleo delle contestazioni ruota attorno a tre punti chiave:
• Impatto sul Parco Agricolo della Piana, area strategica per biodiversità, agricoltura e mitigazione climatica.
• Valutazioni ambientali ritenute insufficienti, in particolare su rumore, qualità dell’aria, consumo di suolo e rischio idraulico.
• Coerenza con gli strumenti di pianificazione territoriale, più volte oggetto di dibattito negli ultimi anni.
I ricorrenti sostengono che il Decreto VIA 678/2025 non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle criticità già evidenziate in precedenti fasi istruttorie e che l’opera, così come progettata, comporterebbe un impatto non compatibile con gli equilibri della Piana.
Nei termini di legge, i ricorsi saranno depositati davanti al TAR Toscana, che sarà chiamato a valutare la legittimità del decreto e degli atti connessi. L’esito del contenzioso potrebbe incidere in modo significativo sul cronoprogramma del Masterplan 2035, aprendo scenari che vanno dalla conferma dell’iter autorizzativo alla sua revisione, fino a un possibile stop.
La vicenda si inserisce in un dibattito che da anni divide istituzioni, territori e comunità locali: da un lato le esigenze di sviluppo infrastrutturale e di potenziamento dei collegamenti aerei, dall’altro la tutela di un’area considerata cruciale per l’equilibrio ambientale della Piana.
Il 2026 si apre dunque con un nuovo capitolo di una partita complessa, destinata a segnare il futuro dell’aeroporto di Firenze e dell’intero sistema territoriale che lo circonda.












