quarratina per gaza. “NON SARETE PIÙ SOLI: QUATTRO BAMBINI SALVATI DALLA GUERRA”

Bambini di Gaza trovano speranza e cure in Italia e Spagna grazie ai corridoi sanitari dell’OMS e al prezioso lavoro di una avvocato quarratina, Silvia Giannini, e dei suoi due colleghi

QUARRATA. Quattro bambini, gravemente feriti e segnati dall’orrore dello sterminio in corso a Gaza, hanno trovato una seconda possibilità di vita. Lontano dalla guerra, in Italia e in Spagna, potranno finalmente ricevere le cure che salveranno le loro giovani esistenze.

I tre corridoi sanitari che li hanno portati in salvo sono stati organizzati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) tra ottobre e i primi di novembre. Tutto è stato reso possibile grazie alla determinazione dell’avvocato quarratino Silvia Giannini insieme ai colleghi Francesca Bevilaqua e Matteo Cecconi che si sono prodigati dopo avere conosciuto le loro storie.

“A tutto il personale sanitario, ai paramedici di Gaza, alle ONG, ai medici italiani e spagnoli in missione, e ai rappresentanti dell’OMS — scrive Giannini — va la mia più profonda riconoscenza per l’impegno costante e silenzioso che ogni giorno mettono in campo”.

“Questa esperienza  — continua — è una candela nella notte. Secondo le liste dell’OMS, oltre 14.000 persone hanno bisogno urgente di cure, ma in mezzo a tanta oscurità ho imparato che proprio lì, nel buio più profondo, si accendono il male e il bene assoluti: l’umanità nella sua forma più vera.

Il mio grazie va anche ai volontari e ai medici europei che ho incontrato in questi giorni, persone di una purezza e di un calore che hanno saputo donare alle famiglie appena arrivate la speranza di una nuova vita.

Un ringraziamento speciale ai miei colleghi Francesca Bevilacqua e Matteo Cecconi, senza la cui spinta, competenza e dedizione questa piccola grande avventura non sarebbe stata possibile”.

“E poi — continua — ci sono  i bambini.. Prendersi cura di loro è stato difficile e meraviglioso allo stesso tempo: ha significato accogliere il loro dolore con il desiderio di alleviarlo, ma anche portare nel cuore il peso di quello dei loro genitori. Le loro famiglie raccontano ciò che nessuno dovrebbe mai vivere.

Non dimenticherò mai le storie che mi hanno portata a conoscerli, né il terrore scorto nei loro occhi — oggi finalmente pieni di vita, pronti a riprendersi il futuro che glioù spetta. Da oggi non sarete più soli.
Come ci siamo promessi: “Resteremo una sola famiglia, per sempre.”.

Nelle scorse settimane la volontaria quarratina, insieme ai suoi colleghi, come raccontato da Famiglia Cristiana e da Toscana Oggi, era riuscita a salvare dall’inferno del conflitto tre fratelli palestinesi grazie ad un corridoio umanitario attivato per motivi di studio.

Il viaggio, lungo e rischioso, ha attraversato confini e ostacoli burocratici. Silvia, insieme a due colleghi, ha operato con discrezione e determinazione, riuscendo a portare i tre giovani fuori dalla Striscia passando per l’Egitto. L’arrivo in Italia è stato carico di emozione: all’aeroporto, tra valigie e abbracci, si è celebrata una piccola grande vittoria della solidarietà. I tre fratelli, formati in ambito sanitario, potranno ora proseguire gli studi e contribuire con le loro competenze in un contesto di pace.

L’iniziativa, sostenuta da associazioni e volontari, dimostra quanto l’impegno civile possa fare la differenza anche nei contesti più drammatici.

Andrea Balli

[andreaballi@linealibera.info]

Print Friendly, PDF & Email