poggio. MARTINI: «LA RINUNCIA AL RICORSO SU PERETOLA È UN ERRORE GRAVE CHE METTE A RISCHIO IL FUTURO DELLA PIANA»

L’ex sindaco di Poggio a Caiano attacca il Comune di Prato: «Decisione basata su uno studio del rumore parziale e tardivo. Ignorate criticità ambientali, idrogeologiche e paesaggistiche. Il Parco della Piana non si baratta con compensazioni»

POGGIO. Il recente comunicato del Commissario del Comune di Prato, che di fatto, annuncia la decisione di non presentare ricorso contro il decreto di VIA per la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, è un documento che mi lascia profondamente amareggiato e preoccupato. Basare questa scelta su uno studio del rumore “parziale” e commissionato solo da una decina di giorni lavorativi (l’incarico è stato conferito il 16/12/2025) non è solo tecnicamente discutibile, ma politicamente inaccettabile.

Lo studio citato ammette che zone come San Giusto, Mezzana, Paperino, Cafaggio e Santa Maria a Colonica sono già “in sofferenza”. Sostenere che l’impatto della nuova pista sia “moderato” solo perché l’area è già saturata da altre infrastrutture è una motivazione inaccettabile: l’aumento del rumore nelle zone sorvolate non può mai essere considerato un aspetto positivo, specialmente quando colpisce migliaia di cittadini e recettori sensibili come le scuole e le strutture sanitarie.

La questione del rumore, rilevata da un evidente studio approssimato visto il poco tempo a disposizione da parte dell’azienda incaricata, viene usata come una scusa per ignorare le numerose altre criticità che il Consiglio di Stato e il TAR hanno già chiaramente evidenziato in passato.

Marco Martini,

Dove sono le risposte sull’evidente rischio idrogeologico legato alla deviazione del Fosso Reale e all’interramento sotto l’autostrada? Ma non sta a cuore al Comune la mitigazione del rischio idrogeologico?

Dove sono le valutazioni sull’impatto al sistema di biodiversità e dei danni ecologico-ambientali causati dalla cementificazione del lago di Peretola e dagli impatti sui siti di interesse comunitario e sulle oasi del WWF (Val di Rose, Querciola, etc..)?

Perché non si è valutato il problema del bird strike? Dove sono le valutazioni sull’incremento di occupazione e cementificazione del suolo, sulle problematiche del polo Universitario di Sesto Fiorentino, etc… Non bastano 6 gradi di differenza nell’orientamento della pista per cancellare i pareri tecnici negativi emessi negli ultimi anni a fronte di studi tecnici di elevata qualità e predisposti in tempi sostenibili.

Annunciare poi un ulteriore tavolo di confronto per prevedere “misure compensative” è del tutto inutile. La storia dell’aeroporto di Peretola, che sto seguendo da 15 anni (molti anche da sindaco) durante i quali abbiamo fatto decine di “tavoli tecnici”, insegna che le problematicità evidenziate sono reali, come dimostrato nelle sentenze amministrative e che soprattutto non esistono compensazioni, piantumazioni o forestazioni capaci di giustificare la devastazione del Parco della Piana. E le valutazioni sulla contrarietà alla nuova pista sono state da sempre approvate all’unanimità dai Consigli Comunali e Provinciali (fin dal 2013)

La scelta è chiara: o si difende il “cuore verde” dell’area metropolitana — un progetto di 7.000 ettari pensato per la salute dei cittadini — o si sceglie un modello economico vecchio e insostenibile. La realizzazione di una nuova pista nel Parco è un’opera irreparabile che nessuna “mitigazione o compensazione” potrà mai sanare.

Prato merita una difesa seria, non studi parziali ed approssimativi e tavoli tecnici che servono solo a coprire la rinuncia alla battaglia legale.

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