Sull’accorpamento scolastico in Valdinievole interviene Gian Michele Mostardini, Segretario Generale CISL Scuola Toscana Nord
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ESCIA. A Pescia qualcuno, in queste ore, pensa di fare il “salvatore della patria” proponendo di accorpare i due istituti comprensivi della Città per “salvare” l’Istituto Agrario “Anzilotti”.
ESCIA. A Pescia qualcuno, in queste ore, pensa di fare il “salvatore della patria” proponendo di accorpare i due istituti comprensivi della Città per “salvare” l’Istituto Agrario “Anzilotti”. Una proposta assurda, pericolosa, dannosa.
Diciamolo chiaro: chi immagina di fondere due grandi istituti non ama la scuola, la sta mettendo a dura prova; a Pescia come altrove. Non c’è alcuna logica educativa, organizzativa o territoriale in questa follia. C’è solo contrapposizione politica di basso livello, improvvisazione, arroganza e ricerca di visibilità, utilizzando un contesto delicato e strategico.
Accorpare due realtà solide e complesse significa distruggere equilibrio, qualità e identità, significa creare strutture spesso ingestibili (un riferimento alla particolarità del territorio no?), allontanare le dirigenze dai plessi, compromettere la relazione con le famiglie. Chi propone questo disastro non conosce la scuola. O, peggio, sa della sua realtà unica e se ne infischia.
Le soluzioni serie, sensate e sostenibili esistono già, e sono state individuate nella precedente Conferenza zonale.
Sono emerse proposte concrete, equilibrate, rispettose del territorio e delle persone che ogni giorno fanno vivere la scuola.
Ignorarle oggi, per spirito di contrapposizione, è un gesto irresponsabile e miope. Assecondare questo tipo di visione senza alcun fondamento, significherebbe creare un mega istituto di circa duemila alunni, senza considerare altre realtà minori, che rimarrebbero “magicamente” intoccate.
Sia chiaro: a noi non interessano né le correnti politiche, né le contrapposizioni personali; tanto meno le logiche di bottega e gli strapuntini. Ci esprimiamo e agiamo nel solo interesse delle Istituzioni scolastiche, degli alunni e degli studenti, delle loro famiglie e, ovviamente, di tutti i lavoratori della Scuola, che in queste ore – in troppi casi – stanno vivendo momenti di forte tensione e angoscia a causa di questa promiscuità e superficialità nel trattare un argomento così delicato.
Tutto il resto è propaganda, superficialità travestita da visione, malafede istituzionale.
Noi della CISL Scuola Toscana Nord non ci prestiamo a questa farsa. Non staremo zitti davanti a chi usa la scuola per giocare di sponda politica o per marcare posizioni personali. La scuola non si piega, non si baratta, non si svende per nessuno.
Difenderemo la scuola del territorio e dei territori della Valdinievole con la forza di chi la conosce e la vive ogni giorno, nelle aule, nei collegi, nei corridoi. Contro l’improvvisazione, contro la disinformazione, contro chi pensa che basti uno schema per cancellare anni di lavoro e di comunità.
La scuola, anche a Pescia, è un presidio del territorio. Chi la piega a logiche di contrapposizione ne mina le fondamenta. Chi gioca con la scuola, tradisce la scuola.
E noi ci opporremo in ogni modo.
Gian Michele Mostardini
Segretario Generale CISL Scuola Toscana Nord












