Sulla Firenze-Mare, quando l’uscita finale era a Migliarino, un giorno correvano due auto. Uno dei guidatori era un inglese in Rolls Royce, l’altro un quarratino con una Fiat 1400 anni-50, auto da status symbol al tempo in cui un bel gelato costava soltanto 15 lire…

CI MOSTRERETE A QUANTO PIÙ NON POSSO
CHE IL MONTALBANO POI CI CASCA ADDOSSO?
L’inglese procedeva con la sua flemma anglosassone. Il quarratino con la sua fretta da tappezziere.
Perciò decise di sorpassare l’inglese e, mentre lo faceva, gli mostrò le corna come gesto di gentilezza e cortesia da pistojese della Piana.
Guardando nello specchietto retrovisore, dopo il sorpasso, il tappezziere vide che il flemmatico inglese gli sventolava serenamente il fazzoletto bianco, che si era tolto dal taschino della giacca. Allora il quarratino rallentò apposta. E poco dopo si fece risorpassare.
Rimasto dietro all’andatura moscia dell’anglosassone, il tappezziere fece di nuovo la mossa del sorpasso, mostrando ancora la sua gentile manina con le corna bene in vista.
Erano a Lucca. Continuarono a farlo fino a Migliarino.
Al casello, dopo aver pagato il pedaggio, il quarratino fece cenno all’inglese di fermarsi sul lato della strada. Il flemmatico si accostò.
Allora il tappezziere (forse sarebbe potuto essere anche un Baby Romy di quando tagliava e incollava la gommapiuma da salotti, assai prima di diventare cancelliere della Cra-Vignole), chiese al proprietario della Rolls Royce: «Ma come mai, Nini, ’un tu t’arrabbi se t’ho fatto le corna da Lucca a qui?».
E il gentleman, calmo e sorridente, con i suoi occhi azzurro-cielo, angelico e solenne come una Elisabetta II: «E per quale motivo avrei dovuto farlo?» rispose. «Vede…? Ognuno, in questa vita, mostra sempre quello che ha!».
Edoardo Bianchini
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