Manifestazione alla stazione centrale promossa dal Comitato Remigrazione e Riconquista. Obiettivo: portare in Parlamento una legge di iniziativa popolare. Reazioni contrastanti e appelli alla mobilitazione nazionale
MONTECATINI TERME– Si è tenuto oggi, domenica 4 gennaio 2026, a partire dalle ore 17, il primo presidio dell’anno del Comitato “Remigrazione e Riconquista”, che ha scelto la stazione centrale di Montecatini Terme come luogo simbolico per rilanciare la propria proposta di legge di iniziativa popolare. L’obiettivo dichiarato è quello di portare il tema della remigrazione in Parlamento, attraverso una raccolta firme che verrà avviata nelle prossime settimane.
Il Comitato, attivo da tempo in varie piazze italiane, sostiene la necessità di rivedere radicalmente le politiche migratorie, con misure che prevedano il rimpatrio di cittadini stranieri non integrati, la revisione dei sussidi e una maggiore severità nei confronti dei reati. “Iniziamo il 2026 come abbiamo concluso il 2025: in tutte le piazze d’Italia per chiedere la remigrazione”, si legge nel comunicato diffuso sui social.
Appello alla mobilitazione nazionale
Durante il presidio, i promotori hanno ribadito la volontà di organizzare una giornata di mobilitazione nazionale, con manifestazioni simultanee in tutte le città italiane. “Serve una data unica e pubblicizzata per bene: se scende in piazza tutta la Nazione, il messaggio arriva forte e chiaro”, ha commentato una partecipante.
Il Comitato ha annunciato che presto verranno comunicate le modalità e i tempi della raccolta firme, con indicazioni precise su città, orari e punti di raccolta. L’iniziativa punta a coinvolgere cittadini, associazioni e gruppi territoriali, facendo leva su un sentimento diffuso di disagio e insicurezza.
Reazioni e commenti
Sui social, il presidio ha suscitato reazioni contrastanti. Alcuni cittadini hanno espresso preoccupazione per la deriva ideologica del movimento, mentre altri hanno sostenuto la necessità di “un movimento che faccia riferimento in tutta Italia”. C’è anche chi ha chiesto risarcimenti per i danni materiali e morali causati da politiche migratorie ritenute fallimentari.
Il dibattito si è acceso anche sul piano istituzionale, con esponenti politici locali che hanno preso le distanze dall’iniziativa, definendola “divisiva” e “strumentale”. Il Comitato, dal canto suo, rivendica la legittimità della propria azione e invita al confronto pubblico.
Verso la proposta di legge
La proposta di legge, ancora in fase di definizione, dovrebbe contenere misure per la remigrazione, criteri di accesso ai servizi pubblici, revisione dei sussidi e norme più severe in materia di sicurezza. Il Comitato intende raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentarla in Parlamento, facendo leva su una rete di attivisti e simpatizzanti.
La manifestazione di Montecatini rappresenta dunque il primo passo di un percorso che si preannuncia lungo e controverso, in un contesto politico e sociale già segnato da forti polarizzazioni.













