Non è affatto errato pensare (libertà di opinione, a Pistoja perlopiù severamente osteggiata dalla procura dei “puniti”) che, se non avessero riaperto la storia di Chiara Poggi, nemmeno Coletta si sarebbe mosso dopo 29 anni di sepoltura di un caso che resterà certamente senza soluzione

NEPPURE UNO STUDENTE DEL PRIM’ANNO
POTREBBE FARE, IN LEGGE, TANTO DANNO
«Solo nel 2020, la Procura di Pistoia ha deciso di riaprire ufficialmente le indagini, riportando alla luce reperti e testimonianze», scrive Andrea Balli.
E dal 2020 fino ad oggi? Pistoja-paesaggio degno di Eugenio Montale: «Forse un mattino andando in un’aria di vetro, | arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo: | il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro | di me, con un terrore di ubriaco».
C’è il rischio, comunque, di sentirsi dire, da parte del procuratore che non intercettava la sorella di Luca Turco, che noi – giornalisti d’inchiesta, di cronaca, di critica, di sàtira, di libertà di espressione – siamo dei venditori di fumo, dei calunniatori, delle persone che, troppo anziane d’età (è stata l’opinione del giudice Paolo Fontana: ma che vergogna!) hanno perso di vista il senso del giornalismo. Ma loro, però, hanno perso il senso della giustizia!
Voglio tuttavia ricordare a tutti i pistojani che esercitano senza interruzione il voto del silenzio monastico ermetico dinanzi alla procura, alcuni episodi che caratterizzano la struttura stessa di questo mirabile istituto: il quale, di fatto, impedisce l’esercizio stesso della giustizia nella città dei metaforici ladri in cattedrale, augusti discendenti di Vanni Fucci.
I DATI SCIENTIFICI, NUMERICI, STATISTICI
CARI AL PROCURATORE COLETTA
«Tu solo, o Signore, hai parole di vita eterna»
In un suo show a Tvl, con il fu Luigi Bardelli e Andrea Ferrini, all’epoca presidente della Camera Penale pistojana, Tom Col parlò di dati certi: numerici, statistici.
E allora èccoli alcuni risultati certi della procura colettiana e dei suoi uomini che non vogliono essere separati da Nordio:
- Linda Gambassi, sostituta, tenne chiuso nel cassetto il problema delle ricadute sanitarie (cancri) nell’area dell’inceneritore di Montale.
Ce lo tenne per 7 anni 7: poi gettò la spugna. All’archivio e… fanculo il popolo (citazione da La pazza storia del mondo di Mel Brooks). - Tom Col con Claudio Curreli, Giuseppe Grieco, Chiara Contesini, Luca Gaspari, Paolo Fontana, Patrizia Martucci (chiedo scusa a chi mi è scappato di mente) dal 2020 ad oggi non è riuscito a prendere atto dei documenti ufficiali – in possesso della sua procura – con cui si accerta in via definitiva, che:
a) Andrea Alessandro Nesti è un tale che ha occupato un posto pubblico non suo, senza alcun diritto (anzi anche dopo essere stato deposto dal Consiglio di Stato) presso il Comune di Agliana;
b) Romolo Perrozzi, falso dottore, non è un perseguitato da me, ma un mio persecutore; ed è un favorito dai sindaci Sabrina Sergio Gori, Marco Mazzanti, Gabriele Romiti e dai lori assessori e funzionari tecnici infedeli, assolutamente contra legem;
c) il Perrozzi medesimo è favorito da Curreli & C., i quali, pur al corrente di molte irregolarità e illegalità amministrative dimostrate per tabulas, continuano imperturbabili a rinviarci a giudizio in maniera demenziale, violando, con dolo e colpa grave, i loro doveri (vedi 2 Legge 13 aprile 1988, n. 117);
d) Luca Benesperi o, come appellato, bimbominkia; e Maurizio Ciottoli o, come appellato, agnellone, segatura, squadrista, tubatore etc.) sono falsi testimoni, calunniatori e persecutori della libera stampa per abietti motivi di potere; ciononostante vengono ascoltati con favore dalla procura e – ultimamente – anche dal sostituto Luigi Boccia che di Ciottoli accoglie acriticamente le calunnie (perfino basate su letteracce anonime, cacca usuale nel Comune di Agliana) senza verificare un bel niente, perché tali sono le indagini di casa-Coletta;
e) Luigi Boccia, Claudio Curreli, Chiara Contesini, Luisa Serranti hanno lavorato, negli ultimi 5 anni, in totale coordinamento, provvedendo a mandare all’archivio una decina, almeno, di segnalazioni degne di censura penale, organizzate e prodotte dalla signora moglie del mai-comandante Nesti; dalla signora figlia minore del marchese non-dottor Perrozzi; dal signor segretario generale del Comune di Quarrata, Luigi Guerrera, a protezione del Mazzanti & C.; della segretaria generale del Comune di Agliana, Paola Aveta, a protezione dei due scugnizzi Benesperi-Ciottoli, e dell’onnipresente/onnipotente usurpatore di posto pubblico Andrea Alessandro Nesti.
E sono soltanto pochissimi esempi.

Detto questo, gentile signor procuratore capo dottor Tommaso Coletta non intercettante la Lucia Turco sorella del suo amico Luca Turco, procuratore aggiunto di Firenze, sarebbe così gentile da volerci spiegare come possiamo credere ai suoi egregi proclami, quando ci ha imbonito che lei avrebbe lavorato per risolvere i problemi della gente comune, dal momento che lei sembra avere a disposizione solo un insieme di pasdaran che non vedono neppure un elefante dietro un lampione e, mentre passano i cadaveri sul fiume, sono tutti impegnati da mille altre parti, o a fare gli scout o in ferie in Cambogia o a piantare alberini di Falcone nei cortili delle scuole di Pistoja?
I suoi nobili guardiani della rivoluzione hanno deficit visivi in pieno giorno, figuriamoci che “occhio di lince” possano avere di notte.
Quella in cui quasi 80 anni di “procura delle nebbie” hanno relegato la capitale dei ladri in Duomo e dei libri di Aldo Cazzullo…
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
«Non separi l’uomo ciò che Dio ha unito» è una citazione biblica dai Vangeli di Matteo (19:6) e Marco (10:9). Gesù, rispondendo ai farisei sul divorzio, ribadisce il principio della creazione: Dio ha fatto l’uomo e la donna “una sola carne”, e quindi l’uomo non deve sciogliere ciò che è stato unito da Dio, sottolineando l’indissolubilità del matrimonio.
Ma Cristo non parlava, è sicuro, della divisione delle carriere dei nostri persecutori dell’A.N.M. come prevista da Nordio e dalla stessa Costituzione seguente alla riforma Vassalli.









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