Quello Premiato Parodi, s’intende. Si vuole credere che la procura di Pistoja sia davvero terza, imparziale e indipendente? Osserviamo, allora, qualche operazione a quattro mani su alcune vecchissime nostre conoscenze («prossimità sociali») del sostituto f.f. Giuseppe Grieco: il mai-comandante Andrea Alessandro Nesti, la moglie Milva Maria Cappellini alias la Blimunda, il non-dottore ragionier Perrozzi e due cretini che ne hanno combinate di tutti i colori sotto l’ala del Perrozzi…

CHI S’ARRENDE DA SERVO DELLA GLEBA
HA LO STESSO CERVELLO DI UN’AMEBA

La signora Blimunda, ossia la professoressa Milva Maria Cappellini, affiliatissima alla procura di Pistoia per interlacciamenti vari che sono già stati ripetutamente resi noti, ci definiva (in un suo romanzo schizofrenico, intitolato “Cronache di Agrùmia”, un’opera d’inchiostro di [poca] fantasia e di [molto] hatred) con queste testuali espressioni:
«suino (io), gran cinghiale (io), scriventi-scrivani-scribacchi-scribacchini (io e Alessandro Romiti), secernere marciume (io e Alessandro Romiti), diffondono ovunque la materia fecale (io e Alessandro Romiti), vanesio Gran Cinghiale (io), repertorio di sudiciumi (il giornale Linea Libera), Maiale Stercorario (Alessandro Romiti), Maiale subinfeudato (Alessandro Romiti)».
Questi gentili appellativi erano rivolti sia a me che ad Alessandro Romiti: rèi, nella mente blimundica, di avere svergognato il marito, il mai-comandante dei vigili di Agliana Andrea Alessandro Nesti, comunque rimasto al suo posto senza conseguenza alcuna. Anzi: alla fine perfino elogiato da un giudice scioccamente poco logico, come Paolo Fontana; in una sua recentissima sentenza, la n. 476/2025 del 14.4.2025. Una vera e propria impudica vergogna pronunciata “in nome del popolo italiano” fottuto e preso in giro da un usurpatore di falso-comandante iper-protetto da politica e magistratura in questa corrottissima provincia di Pistoja.
Cari lettori/elettori, se al referendum-Nordio voterete NO, darete ragione a questi egregi cervelli (in questo caso c’è di mezzo il sostituto Luigi Boccia) che, dinanzi ai liquami espressivi che avete assaggiato in neretto poco sopra, dichiarò che tali insulti, a suo augusto-insindacabile modo di vedere, non raggiungevano la soglia dell’offensività.
Erano, secondo il credere del Boccia (io credo è espressione di discrezionalità assoluta) parole gentili e del tutto innocue.
Sùbito dopo, su questi insulti, le altre due mani – per fare il concerto a quattro secondo un uso comune pistojese – ce le mise lo squalificato Curreli (si ripensi alla vergognosa questione di Padre Fedele Bisceglia), che non è mai stato toccato nemmeno in un capello per i suoi infiniti pasticci e per le sue indagini non svolte, svolte a metà o svolte volutamente male.
Nella sua decisione di mandare all’archivio le infamie sparate dalla Blimunda (la letterata moglie del mai-comandante dei vigili di Agliana) il Curreli, però, superò, e non di poco, il suo collega Boccia.
Nel fascicolo n. 4627/2020 R.G. notizie di reato, lo scout cattolico (che, tuttavia, è assai poco cristiano) ex-carnefice di Padre Fedele Bisceglia, non calcò per niente, corroborandola, la tesi di Luigi Boccia: si limitò a dire che, poiché la Milva Maria Cappellini si era sentita offesa di ciò che avevamo scritto sull’usurpatore Nesti, suo marito, Ella doveva essere scriminata in quanto scriminabile grazie all’esimente della provocazione prevista dall’art. 599 comma 2 c.p.

A chi sa leggere, anche se “mediamente acculturato” come me – e in procura a Pistoja o non sanno o non vogliono sapere – non sfuggirà l’illogicità manifesta nel conflitto di analisi Boccia/Curreli.
Per il primo, infatti, non c’è offesa; per il secondo, invece, pur essendoci offesa, la letterata Cappellini è salva grazie al fatto che si è sentita provocata da tutto quello che noi di Linea Libera abbiamo scritto (e continueremo a scrivere imperterriti) sulle porcate politico-giudiziarie che hanno favorito e continuano a favorire il marito mai-comandante, ex VPO per 5 anni ai tempi dello stesso f.f. sostituto Giuseppe Grieco.
Per la cronaca, quando Claudio Curreli prese in mano le sorti della Blimunda per salvare capra e cavoli, miracolosamente le “Cronache di Agrumia”, con tutte quelle offese, sparirono dal web. Ma noi ne abbiamo una copia completa, dato che certi romanzi – destinati a diventare patrimonio dell’umanità – non possono e non devono fare la fine dei libri come in Fahrenheit 451…
Cari lettori/elettori, se al referendum-Nordio voterete NO, darete ragione a questi egregi cervelli che operano a Pistoja nel più assoluto disprezzo della legge: sicuri che, anche se saranno deferiti a chicchessìa, potranno comunque essere salvati e non sommersi per i loro sgradevoli/colpevoli crimini.
Speriamo che fino a questo punto di riflessione elementare possiate arrivarci anche nella solitudine della cabina di voto, dove Dio vi vede, ma Stalin no – almeno secondo don Camillo.
Loro pensano, loro stimano, loro opinano, loro credono perché loro pònno (= possono) farlo quando e come vogliono.
Si chiama potere discrezionale, vietato a tutti i cittadini, fuori che a loro. Gli altri si attacchino pure al Tonno Parodi e alla dottoressa volta-spalle Giulia Gargiulo, “vigaria der Tonno ‘n tèra a Pistoja”.
A uno degli attivisti della distribuzione dei manifestini per la campagna del SÌ in Via degli Orafi, ieri mattina, una gentile compagna dell’Elly ha fatto dono di un finissimo-rispettoso vaffanculo quando le ha chiesto se accettava il volantino anti-strapotere dittatoriale dei pubblici ministeri d’Italia, veri dittatori rossi del Duemila.
Se a quella gentile compagna dell’Elly va bene vivere a buco pillónzi, noi siamo perfettamente felici per questa sua scelta: anche perché, come si dice, i cazzi sono suoi.

Personalmente, però, preferisco veder richiamare, all’ordine della divisione dei poteri e del loro bilanciamento, un sostituto che fa archiviare – e anche con un certo grado di sfacciata iattanza – due singolarissime azioni penali come
- vicini di casa che hanno tagliato, senza conseguenze, la condotta dell’acquedotto lasciando mia figlia 8 giorni 8 senza il servizio idrico perché (ebbe l’ardire di dire il magistrato che se ne occupava) «aveva ritenuto che, in tale azione, non ci fosse violenza privata»
- vicini di casa che bloccano la mia auto e mi impediscono di andarmene, tanto che per farli desistere dovettero intervenire tre vigili del Comune di Quarrata
Si noti anche che il sostituto Pm era lo stesso (il dottor Giuseppe Grieco) e che il tutto è stato deciso in mia assenza e senza avermi concesso l’accesso ai documenti di una operazione che puzza di bruciato da decine di miglia di distanza.
Come faccio a fidarmi di gente di tale risma? Mi si rizzano i capelli in capo al solo pensiero che la giustizia è affidata alle loro cure!
Fra l’altro il dottor Giuseppe Grieco, proprio in questi ultimi tempi, si sta occupando anche di un eclatante caso di false dichiarazioni a pubblici ufficiali ex art 495 cp. Un caso promosso, con la delicatezza di un elefante imbizzarrito in una cristalleria (e qui tiro le orecchie anche alle sue stra-favorite avvocate Elena latinless Giunti, Giovanna Madera e Diletta Lastraioli, rabbiosa come una lucertolina afferrata per la coda); promosso, dicevo, dal non-dottor Romolo Perrozzi – «prossimità sociale» di politici e magistrati, che si dichiarava laureato senza esserlo.
È per questo che, da libero cittadino che non si fa intimidire da nessun Tonno Parodi, chiedo qui, pubblicamente, a Giuseppe Grieco perché non abbia mai messo sotto inchiesta il suo collega Luigi Boccia allorquando, per infimi interessi privati, chiese a Giuseppe Napolitano, allora capo dei vigili di Pistoia (poi fatto esiliare da Grieco stesso, nel processo degli Untouchables), la residenza (e la ottenne) in una casa che, a quel tempo, era senza porte e senza finestre per poter sistemare la figlia all’asilo facendo togliere (se non ricordo male) la figlia della vigila Tormentoni.

I magistrati della repubblica devono comportarsi così? Perciò chiedo a Grieco anche il perché non abbia messo del pari sotto inchiesta le false dichiarazioni di Romolo non-dottor Perrozzi quando, 20 giorni prima che iniziasse lo squallido processo-Gaspari contro Linea Libera, fece dichiarare il falso all’Ufficio del Catasto, attraverso il suo geometra (credo, se non erro, Mauro Ponziani), avanzando istanza e ottenendo di cancellare due strade vicinali-interpoderali incancellabili per legge: operazione che ha violato norme e regolamenti nazionali e locali inviolabili. E ora convincetemi che il Perrozzi non è un favoreggiato, se ne avete il coraggio!
Allora? Cittadini di sinistra dal vaffanculo facile? Vi piacciono dei magistrati specchiati come questi campioni pistojesi, il cui capo Coletta si arroga il diritto discrezionale di salvare la Lucia Turco, sorella di un amico, perché può fare “costituzionalmente” quello che vuole e ’ntu culu a tutti?
Ho offeso qualcuno narrando questi fatti perché sono falsi?
Dimostratelo, strenui difensori di quella spregiata Costituzione che sbeffeggiate ogni giorno quando e come salite al Terzo Piano, e che, per giunta, fate sequestrare la libera espressione/informazione di chi mette a nudo le nefandezze, le iniquità e le incompetenze di cui siete responsabili.
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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