la battutaccia. LE INDAGINI SI FANNO CON LA BENDA E ALL’IMPUTATO CELLA, GOGNA E AMMENDA


Fine anno con i botti e le cipolle napoletane per certi illuminati maestri morali della procura di Pistoja. Botti che non terrorizzano certo le orecchie dei cani o di certi (molti) “cani a due gambe” locali, sempre pronti ad essere sordi, obbedienti e proni a chi, in maniera assai poco morale, ci regala lezioni di educazione civica e etica a sconto 40 come alla Coop…


Il vero miracolo è riuscire a sopravvivere alla «giustizia» di Pistoja, frutto di fantasiose, arbitrarie interpretazioni che col diritto non hanno niente a che fare. Il tutto sorretto e promosso da una classe avvocatizia che quantomeno fa sorgere un Everest di perplessità per i suoi colpevoli silenzi da laisser faire, laisser passer

QUANDO IL BUON FARISEO SALE SUL PODIO

AL PUBBLICÀN SOL DISONORE ED ODIO


 

Finalmente stiamo per levarci di culo anche il 2025, come direbbe una mia scherzosa ex-allieva, ora sessantenne, celiando sul fastidio delle feste del buonismo nostrale, durante le quali ti devi sorbire i famosi Parenti serpenti di Mario Monicelli.

Stasera e domani, nonostante Mattarella, sentiremo le solite storie di mani stragiate da fuochi d’artificio illegali che peraltro si vendono direttamente on line.

Al posto, però, dei cipolloni napoletani ben noti ai sostituti Grieco e Boccia, io mi permetto di tirare un paio di cipolle-esempi di comportamento di quella magistratura, cara alla dottoressa Giulia Gargiulo, che invita e incita a votare contro la divisione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici.

Con ciò – e grazie alla libertà di opinione, cronaca, critica e quant’altro ex art. 21 della Costituzione – intendo richiamare l’attenzione di chi, invece di chinarsi ai “sàtrapi della legge”, come amano fare i pistojesi, preferiscono pensare con la propria testa, costi quello che costi.

Come quando si costruisce una casa – o anche più semplicemente una latrina-capanno di quelle adoperate dai genitori della casa nel bosco – è necessario partire dalla base: e, se del caso, procedere per l’altezza e, infine, dividere per due. Pm da un lato e giudici dall’altro. Forse – come sostiene Coletta – non si risolve nulla: ma da qualche parte bisogna pur iniziare con i tentativi di raddrizzare le gambe ai cani!

PRIMA CIPOLLA – BASE, OVVERO
I PASTICCIAI DI UN SOSTITUTO & C.

Mi spiegate come Claudio Curreli è abituato a svolgere le proprie (non)indagini? Perché ancora non l’ho capito bene. Sarò duro di comprendonio, ma chiarisco che mi è necessario, e non con la logica-ontologica di un Coletta, ma con il buonsenso di un contadino che ha insegnato grammatica e retorica per un mezzo secolo circa.

1. Romolo Perrozzi, un rozzo e aggressivo individuo che si spacciava per dottore senza esserlo e che ha ottenuto permessi edilizi di dubbia legittimità/legalità, ma al contempo più e più volte ha compiuto abusi edilizi di vario genere e natura, mi ha accusato di essere uno stalker. Muojo dal ridere.

2. Costui, Ctu del tribunale di Pistoja, viene sùbito preso sotto l’ala protettiva di Curreli, e difeso a spada tratta a prescindere. Che rapporti passano, dunque, tra il Divus Claudius, lo scout cattolico che perde tempo in giro e che poco dedica alle sue indagini? Hai voglia a chiedere: la giustizia (? Dio ce ne scampi da quella pistojana!) tratta il cittadino come un lebbroso. Hai voglia a fornire leggi, regolamenti, delibere, atti (anche impuri): Claudio, persecutore di padre Fedele Bisceglia (informatevi on line su questo sconcio giudiziario sanato dal discutibile tribunale di Salerno) si comporta da Dux: «Noi tireremo diritto».

Curreli non distingue neppure tra documenti farlocchi e autentici. Recentemente ha chiesto l’archiviazione di un falso plateale del sindaco Benesperi. Il livello è questo

3. Claudius impone la linea a: a) Patrizia Martucci (che procede “ontologicamente per saltus & indizi” – sull’espressione chiedete lumi filosofici a Coletta. È un ottimate ciceroniano che cammina sollevato da terra e assai superiore alla sporca massa dei servi della gleba); b) Luca Gaspari; c) Giuseppe Grieco; d) Chiara Contesini; e su Andrea Alessandro Nesti, il notaio Mario Muscariello di Montemurlo e il fascistissimo aggressore-picchiatore-squadrista Maurizio Ciottoli, rispettivamente ai giudici Paolo Fontana e Daniela Bizzarri, e al suo collega Luigi Boccia.

4. Claudius non legge e non ascolta. Insiste fino a fare arrestare i giornalisti che narrano verità scomode ma vere ed elementari. Ed è talmente cieco e bieco che, infine, viene stoppato malamente dal tribunale del riesame di Firenze (presidente Elisabetta Improta, al cui posto è succeduto, recentemente Luca Gaspari, un giudice obbediente e conforme che ha giudicato secondo le indicazioni [illogiche ove non anche illegali] della procura: il tutto, forse, per non rovinarsi il nulla-osta al trasferimento al posto dell’Improta. Lo spirito è forte: è la carne che è debole. Specie se la procura – come sembra di capire – pesa come un macigno sul cranio di tutti i giudici almeno a Pistoja.

5. A Pistoja, di giudici, se ne salvano alcuni pochi. Se siete intelligenti e non pistojesi, fate caso a quelli che io non ho mai rammentato e capirete quanto pochi siano i veri indipendenti, terzi e imparziali che meritano la stima del popolo lavoratore.

6. Come mai Claudio Curreli non ha mai fatto di persona accertamenti documentali sulle licenze edilizie del Perrozzi (suo presumibile protetto) e sulle vicende vergognose che investono la figura e l’opera di Andrea Alessandro Nesti, mai comandante dei vigili di Agliana, ma incompatibilmente sostenuto dalla stessa procura in cui costui aveva prestato, per cinque anni, servigi ossequiosi a favore dei togati del Terzo Piano?

SECONDA CIPOLLA – PER ALTEZZA, OVVERO
LE OMBRE DI UN PROCURATORE CAPO

Mi spiegate, per favore, com’è possibile che Tommaso Coletta – autoproclamatosi difensore degli umili e democratico della giustizia – sia potuto arrivare a Pistoja, promosso e gratificato, e altresì sussiegoso fino all’insopportabile con tutta la prosopopea che emerge da due episodi fondamentali e indicativi della sua irreprensibile vita da Pm?

1. Guardate cosa disse a Luigi Bardelli al Canto al Balì sostenendo che le carriere non dovevano essere divise fra Pm e giudici:

Incredibile ma vero: ascoltate cos’ha il coraggio di dire
E sono tutti allievi di Mattarella…

2. Ascoltate come lo dipinse Daniele Cappelli, da lui sacrificato sull’altare del Moloc Luca Turco, suo amico e superiore gerarchico, quando Tom Col affermò che lui (non io, Edoardo Bianchini stalker) non avrebbe mai intercettato la sorella di un suo amico e superiore gerarchico in una storia sudicia di Concorsopoli e posti universitari distribuiti per tessera e non per meriti:

 

TERZA CIPOLLA – DIVISO DUE,
GIULIA GARGIULO

La dottoressa Gargiulo riesce a porsi certe domande? E ha contezza di cosa realmente combinino i suoi augusti colleghi così generosamente impuniti e impunibili?

 

Cara dottoressa Giulia Gargiulo volta-spalle, famosa Ippolita regina delle Amazzoni sostenitrice del diritto di commistione & miscuglio fra Pm e giudici: ne voglia prendere atto (anche di contrizione):

1. È una cosa sconcevole, italica e anticostituzionale, vedere che quei del Terzo Piano possano marciare con gli anfibi sulla testa dei giudici, di fatto sottoposti a loro e alle loro cazzarole.

2. È vieppiù sconcevole che un potere dello stato, la magistratura (ma questo è lo stato di Mattarella), oltreché schiacciare la testa dei magistrati come la Beata Vergine del serpente, oltreché pieno di spifferi e di correnti malsane, si sia costruito intorno un sindacato-fortezza che non è quella della solitudine che ci rammenta Nembo Kid, ma la reggia dell’imperatore mongolo che determina, a suo sconcio parere, la vita e la morte di uomini che vengono solitamente considerati, dalle menti sublimi del diritto italico, carne da allevamento intensivo come il pollame, e da macello, per le paturnie russo-ucraine o neonaziste da Von der Leyen.

 

Altro che vaccini anti-Covid! Per fare pulizia qua non basterebbe un lanciafiamme perpetuo…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


 

Se mi vergogno di essere italiano ne ho motivo e diritto
oppure commento
un gravissimo crimine
di lesa maestà da punire in eterno…?


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