Per chi vuole un’informazione non omologata al politicamente corretto imposto da tante brave autorità costituite, è arrivato il Canale WhatsApp del nostro periodico quotidiano che infastidisce la procura di Pistoja e le sue “buone intenzioni” di cui è lastricata la via dell’Inferno…

HANNO ANCHE IL CORAGGIO
DI CHIEDERCI DI VOTARE PER LORO!
Perseguitati dai democratici Pm della procura di Pistoja e, grazie a loro, da giudici che si sono prostrati vergognosamente al loro obliquo potere; osteggiati in tutti i modi dal dis-Ordine dei Giornalisti della Toscana, compattissimo nel sostenere le ragioni della “democrazia di sinistra”; vittime del «madurismo» italico che favorisce gli amici di regime, e si diverte a “sopprimere” chi porta alla luce, senza mezzi termini, le indecenze della malagiustizia, dei favoritismi e della incancrenita corruzione delle istituzioni; messi perfino illegalmente agli arresti domiciliari per aver scoperto il “Vaso di Pandora” di corrotte amministrazioni comunali della Piana Pistojese, siamo purtroppo – come canta Vasco Rossi – ancora qua.
E non abbiamo alcuna intenzione di andarcene chinandoci alle tirannie talebane di certi pubblici ministeri “creativi” integralisti che s’inventano, di sana pianta, reati inesistenti “perché loro sono loro e noi non siamo un cazzo”.
Noi non dobbiamo proteggere nessun amico, perché chi è nostro amico rispetta le regole e non ha bisogno di alcuna protezione. Noi non dobbiamo perseguitare nessuno perché, a Dio piacendo, non siamo pubblici ministeri con il cuore a sinistra, né pubblici “raddrizzatori morali di gambe ai cani” che avanzano con le loro gambe storte come parentesi, mentre pretendono di governare l’Italia a dispetto dei diritti umani.

Perciò, lettori, potete seguire le nostre inchieste, le nostre critiche, la nostra sàtira, assolutamente non comprata e non venduta, cliccando qui e seguendo il nostro canale.
Questo è il giornalismo. Quello vero. Anche pericoloso, come afferma Montanelli. Ma che non ha niente da spartire con chi, di questo immenso mestiere, non rispetta – come i giudici rossi ribelli – il principio della libertà, dell’indipendenza, della terzietà e della morale.
Costituzione, Art. 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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