28 dicembre e avanti tutta per il sempre-peggio. Scandali, orrori, ladrocini, violenze da una parte: dall’altra continui richiami a etiche bisbetiche che disonorano i fondamenti dei diritti umani. Ecco cosa stiamo vivendo mentre nessuno si accorge della cancellazione di una civiltà che, seppur negativa, non ha da inchinarsi a chi dello stragismo fa il proprio pane quotidiano

IL “MUTO BIANCO” PARLA
E INTANTO IL MONDO INTARLA

Se fosse davvero democratico e cristiano, come vuol far credere di essere, Sergio il muto si ritirerebbe sul Monte Ararat per attendere il prossimo approdo dell’arca di Noè. Non starebbe appicciato a Palazzo Papal-Reale del Colle del Quirinale.
E soprattutto eviterebbe di assecondare, con esternazioni di buonismo etico e colpi di mano anticostituzionali, la politica di un comunismo pericoloso sotto la pelle dello stato. I dem hanno, infatti, creato il loro tirannico potere okkupando tutte le cariche più importanti dell’amministrazione pubblica e pertanto, come una HIV che si può curare ma non guarire, continuano a interferire rovinando la vita del popolo che, in buona sostanza, odiano, spregiano e tengono alla larga perché puzza.
Ogni tanto – ma forse anche ogni poco – il muto bianco esterna e la fa, come si dice, fuori del vasino quirinalizio.
Ha imposto governi forzati; ma, pur avendo fatto incazzare quell’asino in geografia di Di Maio (urlava all’impeachment, ma poi ha messo il culino al caldo, dove tuttora lo tiene) e di recente grazia i pluriomicidi perché anche lui, come direbbe Ratzinger-Benedetto XVI, «si odia» per essere quello che è, vergognandosi, da ominicchio, della propria limitatezza intellettuale e umana.
Quando Sparta riuscì a vincere la guerra del Peloponneso, Atene, patria della limitatissima democrazia greca, fece festa con bande e concerti di flautiste, mentre abbatteva le Lunghe Mura dal porto del Pireo alla città, secondo i termini dell’armistizio.

Senofonte ce lo narra con parole tristissime nel far notare la demenza del rifiuto della propria identitaria civiltà, dinanzi al retrogradismo di Sparta, ancestrale forma di tradizionalismo non diverso da quello islamico-integralista di oggi.
Ascoltate bene cosa dice Benedetto. E riflettete. Ma prendetevi anche il merito (che vi spetta tutto) di avere picconato la diga fino a far scoppiare le colate di cemento e permettere, alla violenza dell’acqua dell’invasione, di causare lo tsunami che ci sta annientando.
D’altronde la strada scelta da tanti eccellenti politici della minchia, non è quella di consegnare Italia ed Europa a chi, al posto degli aiuti umanitari, compra armi per favorire le stragi?
Beati noi vecchi, come me, spregiati anche da magistrati illuminati come Paolo Fontana, che si inchina alla procura; che si prostra a Claudio Curreli e gli bacia i piedi sudati da scout, anche se non può lavarglieli come una Maddalena pentita e pronta ad asciugarglieli con i suoi capelli, perché di capelli il Fontana non ne ha ormai più tanti…
Beati in vecchi come me, perché se ne stanno per andare e levarsi di torno dai tanti bei democratici, campioni della difesa dei diritti umani di chi pare a loro; e non insidieranno più i farisei come Coletta o Gaspari o la Martucci, la Contesini, la Gargiulo, il Grieco e tutta l’Anm dei prevaricatori di stato guidati dal tonno Parodi.
Ci vorrebbe una soluzione radicale per curare l’Occidente che si odia
Sciagurati, invece, i figli e i nipoti di questi antesignani in salsa-Boldrini, che affidano la vita dei futuri italiani innocenti a un Occidente che si odia e fa di tutto perché, una volta impossessatisi dell’Europa, gli amici di Maometto, sostenuti anche dai preti comunisti del mondo della fine, possano infibulare, senza problemi, tutte le passere delle donnine del livello della Gretina e dell’appassionata Albanese pro-pal(le)!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
«E Dio creò la donna»
e la fece
non certo per farla
viaggiare sulle flotillas.
Addio, Brigitte!













