la battutaccia. ANCHE OGGI LA PROCURA E CURRELI SI APPRESTANO A SALVARE QUALCUNO DEI “FIGLI D’ARTE” DELLA NOSTRA PROVINCIA?


Le «prossimità sociali» non fanno un baffo a Coletta, il Pm capo di Pistoja. Ma per Curreli, che chiede l’archiviazione della vicenda “fumo e fumatori in Comune ad Agliana”, hanno lo stesso effetto?



DIVIDIAMO LE CARRIERE

CHE NE FÀN DI QUELLE NERE!


 

Stamattina ci sarà un’apposita camera di consiglio durante la quale il sostituto scout, cittadino attivo, pacifista convinto, turista per caso in Cambogia, addetto-stampa dell’Agesci pistojese, redentore delle prostitute sulle rotonde stradali di Agliana, inventore di sana pianta del reato (inesistente) di stalking giornalistico e molto altro ancora, scenderà, dal “ciel che più della sua luce prende” al Terzo Piano, per sostenere che il documento falso spudorato (che vedete in testa a queste considerazioni) è un “verace decreto” emanato da un benvisto (ma calunniatore e falso testimone) Luca Benesperi, sindaco di Agliana.

Il motivo sarà quello di salvare la segretaria generale, Paola Aveta (rea, con i suoi predecessori) di aver mantenuto, in Comune e a spese pubbliche, l’usurpatore dottor Andrea Alessandro Nesti che, pur dichiarato decaduto dal Consiglio di Stato, è rimasto a riscuotere uno stipendio senza alcun atto formale valido.

Ma è bene che sia stato così, ha sentenziato, di recente, un giudice venduto alle pressioni della procura, come Paolo Fontana.

L’Italia è questa. E gli italiani sono questi. Perlopiù cretini e pronti a porgere il culo al potere. Accada quel che accada.

Per Curreli (che non sa, o non vuole, individuare neppure un elefante dietro un lampione), tutta la storia si riduce alla sussistenza di un decreto di Benesperi più falso dei 30 denari grazie ai quali fu venduto Cristo.

E per un sostituto che non distingue un falso pubblico da un vero decreto, viene da chiedersi come e perché possa riscuotere, ogni mese, quel lauto, immeritato stipendio che – faccia quel che vuole – purtroppo gli spetta alla faccia della fiscalità generale.

Curreli – che evidentemente non solo non è d’accordo con noi di Linea Libera, ma che addirittura ci perseguita da ormai oltre sei anni –; il magistrato che nasconde i fascicoli del caso Fedele Bisceglia e crea reati inesistenti grazie ai trogolaji del penale pistojese; costui stamattina vuole mandare tutti a casa, rinsantati e rimpecettati come vergini pur se deflorati, solo perché quel falsario senza faccia di Benesperi ha costruito ad hoc un “foglio di decreto” che può solo andar bene per essere appeso al chiodo del cesso ed essere utilizzato per una passata quando manca la famosa Carta Regina.

Attaccheremo i nostri manifestini anche noi, se Coletta lo permette per i suoi interessi e nessuno dice niente. Il tribunale dovrà comportarsi nello stesso modo anche con i perseguitati e le vittime che ha disseminato in città e provincia

Il livello giudiziario pistojese è questo e non altro. Anche l’Aveta, figlia d’arte come Tom Col, è intangibile alla stregua del dogma di Maria Vergine Assunta in cielo.

Vi piacciono, pistojesi piega-schiena, i vostri tutori dell’obbligatorietà dell’azione penale?

Vedremo cosa deciderà il Gip in camera di consiglio: se obbedirà davvero alla legge o si farà tranquillamente mettere i piedi in testa dal malcostume giudiziario di Curreli che lotta a spada tratta per la non-separazione delle carriere.

E non, come afferma, per difendere la Costituzione (di cui molti magistrati sono i primi a impiparsene), ma solo per poter continuare a esercitare quel potere discrezionale (non di rado opaco più del piombo) che non intende rendere conto di ciò che fa.

Il potere del regime dittatoriale che stiamo subendo da decenni.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


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