Nel recente monologo apparso sul Tirreno, il sindaco di Agliana cade in una serie di marchiane contraddizioni che lo distinguono da sempre per le sue dissociazioni bislacche. Non preoccupatevi: sono solo iniziate le “passerelle” preelettorali anche con il senatore La Pietra che si è affacciato, senza pudore, all’impianto del Cis…

AGLIANA. Si riaffaccia sui giornali il Sindaco Benesperi per spiegare ai cittadini l’ovvio: i due soci del Cis, Ferdinando Betti e il Romitino di Quarrata lo prendono in giro. Ma cosa si aspettava, dopo che lui si è prostrato al conformismo piddìno – che è ritenuta cosa giusta e inevitabile anche dal molto confuso giudice Fontana (sic!) –, alle decisioni predefinite in Regione da 40 anni.
Alle persone dabbene e incapaci si possono dare solo legnate, altro che risposta alle Pec che Bimbominkia non si fa pudore di andare a riferire alla pubblica opinione, come per giustificarsi della sua incapacità operativa che è dimostrata da 15 anni di attività politica inutile se non dannosa.
L’articolo della collega Gori è illuminante per come caratterizza le contraddizioni e le illogicità nelle quali si rinvolge il sindaco che ricorda anche di “non rinnegare il suo passato e le sue lotte contro l’impianto” ma che però riconosce la necessità di un “certo pragmatismo” (quando mai l’abbiamo visto?). Lui è quello che lui nell’Aprile 2024 doveva negare la firma – il contratto è stato sapientemente predisposto per “piegarlo a miti consigli” – del progetto di Un inevitabile revamping. Lo dice lui stesso: o bere firmando l’atto capestro, o affogare cioè passare a una gestione diffusa Rifiuti Zero.

Il Sindaco è peraltro circondato da un consesso di politici che sono degli emeriti incapaci in termini di cultura e tecnica ambientale, ovvero delle problematiche sull’impianto di incenerimento, che non hanno contezza neanche della strategica e confessoria relazione del Franceschi ai tre Comuni. Sono, siciuramente, il presidente della Commissione Ambiente, Camillo Benso Saracinelli che alla richiesta di intervista ci rispose che “Adesso è arrivata Hera”, (esticazzi!) come se l’impianto fosse così passato a una riconversione a freddo e il problema fosse chiuso; non meglio il consigliere Solange Cecchi che ha esordito, lo scorso gennaio, con una immane banalità su Fb dicendo che “Poi ci sono i fatti… che azzerano le parole e le propagande” mettendo in mutande il sindaco medesimo, che infatti in questo articolo settembrino del Tirreno farà ampio uso di propaganda glamour.

Sentite questa: “con l’accordo di Pd-M5s, sarà bloccata la realizzazione di nuovi impianti, magari moderni e di ultima generazione e per chiudere il ciclo dei rifiuti saranno potenziati quelli esistenti, (ovvero Montale) mettendo una toppa a tecnologie ormai desuete.

In questa delirante narrazione, il Sindaco si avvolge e spiega l’ovvio: cioè che il Pd e il M5s sono associati nella politica del mantenimento dell’impianto (con buona pace di Beppe Grillo, ormai scomparso dai radar con la sua politica Zero Waste); la realizzazione di “nuovi impianti di ultima generazione” non risolverebbe il problema, ma semplicemente lo sposterebbe, fatto certo che i medici di Isde richiamano come “sia la dose che fa il veleno”; per concludere che, date per certe e verificate le due premesse, allora ecco che l’inceneritore di Montale sarà potenziato perché esistente!
Ma Benesperi non ricorda che sono stata previste attività di manutenzione straordinaria per 3/4 milioni? E lui forse pensa, con Saracinelli, che Hera faccia l’investimento di adeguamento impiantistico a gratisse o perché vuole accontentare Franceschi? Il Presidente della Cis spiegò benissimo, nella sua missiva ai sindaci dell’aprile 2024, che si ripresentava di nuovo l’urgenza di interventi di manutenzione, ovvero la minaccia dei licenziamenti dei dipendenti, quale ritorsione alla chiusura di una impianto detestato dalla comunità tutta.
Lo ha assecondato ignobilmente il Benesperi. E adesso ai cittadini chi ci pensa? Il governatore Tartina che rilancerà l’impianto per altri 40 anni.... ecco come andrà a finire.

Serviva un gesto pragmatico, come direbbe il Sindaco; ma che non potrà essere fatto da un incapace, anche per le sue note false ruminazioni notturne, e anche perché chiaramente confuso, avvolto in contraddizioni che gli impediscono di avere una strategia alternativa. Una strategia che c’è: lo sanno tutti, basta parlare di “Rifiuti Zero”.
L’intervista al Tirreno (con la Tiziana Gori che non fa domande critiche o uncorrect) è una somma di ovvietà: in tutta la narrazione, il sindaco parla di revamping e non si accorge che esso è già partito e ciò senza alcun confronto utile a permettergli di ottenere qualche ristoro per i danni ambientali (pedissequo: “disagio che esso arreca”) che espongono i residenti a un sensibile rischio sanitario, dopo oltre 40 anni. Ma perché il sindaco non ci parla dell’esito dell’indagine epidemiologica avviata nel 2010, conclusa dopo 12 anni e conservata nell’oblio dei cassetti dei Comuni e ignorata dalla procura?
L’opposizione piddina resta silente e calma, pensa alle buche stradali, appesantita da 40 anni di vergognose complicità e menzogne sulla gestione del “gioiellino” di Via Tobagi. Intanto i cittadini guardano attoniti, sapendo che si arrangeranno con un’emergenza sanitaria solida, ma ignorata da tutti.
È la politica bellezza. Quella che piace tanto anche al giudice Paolo Fontana e a una Linda Gambassi che, dopo 7 anni di paralisi, mandò tutta l’inchiesta a gallina. Alla faccia del popolo…
A.R.
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