giustizia & pubblici ministeri. MARCO BALDI, LETTERA APERTA AL SOSTITUTO LUIGI BOCCIA


Ci scrive Marco Baldi in qualità di presidente dell’Associazione Perseguitati e Vittime del Tribunale di Pistoia, con richiesta di pubblicare una sua riflessione su certe “anomalie” del pianeta-giustizia di Piazza Duomo 6


Non è la prima volta, anche nell’ultimo quinquennio, che si assiste a indagini di sostituti non svolte o svolte male, poi sfarinate in aula. È un danno per tutti, ma certi magistrati continuano a comportarsi assolutamente sicuri che non sbagliano o che, se sbagliano, non pagheranno mai le loro colpe

LA PROCURA OGNOR DILAGA:

PRIMA AGISCE E DOPO INDAGA


Quante volte lo avrò detto in aula? Ma certi giudici (presi per mano da Pm e sostituti) per timore di inimicarsi chi può dare noia alle loro carriere, diventano sordi di colpo e obbediscono al capo-branco. Così Luca Gaspari, o Paolo Fontana, o Alessandro Buzzegoli, o Patrizia Martucci… Lo sanno tutti che io non sono uno stalker. Ma per proteggere un Romolo Perrozzi, un Andrea Alessandro Nesti, un Maurizio Ciottoli, un Luca Benesperi e un’altra ventina di squinternati che girano nella pubblica amministrazione della provincia di Pistoia, inventano anche i reati che non esistono: perché i primi a non volere la verità e la legalità sono proprio quelli che scaldano le sedie al Terzo Piano di Piazza Duomo 6 [mea opinio, art. 21 Cost. – E.B.]

Gentile dottor Boccia,
innanzitutto deve perdonarmi se scrivo in pubblico quale presidente del Comitato Perseguitati e Vittime del Tribunale dove lei lavora, al Terzo Piano: ma credo che mi sia concesso quale cittadino rappresentante di molti altri cittadini suoi “datori di lavoro” anche in virtù dell’art. 53 Cost., e non solo dell’art. 3 che, come ha sottolineato varie volte lo stesso Csm rispondendoci, ha definito i magistrati come “uguali a tutti gli altri cittadini” – nonostante, non di rado, e lei lo sa bene, sembra evidenziarsi tutto il contrario…

Le segnaliamo, a questo proposito, una chiara violazione dei diritti di cittadini in questo momento da lei indagati, a memoria degli artt. 28 e 54 Cost., e anche altri, sul controllo del Pm per il fine del corretto svolgimento del processo.

Abbiamo notizia – e abbiamo controllato scrupolosamente le carte per esserne certi – che le indagini, che lei dichiara “concluse”, non sarebbero neppure state state avviate; e comunque non avrebbero avuto alcuna seria attenzione da parte della polizia giudiziaria. O lei non sarebbe giunto a conclusioni tanto palesemente errate, sì da far pensare a un suo impegno-zero nel lavoro d’ufficio che svolge.

Insomma, riguardo al fascicolo numero 4*9*/20**, per reati in ipotesi commessi all’inizio del 2025, ci sarebbero delle evidenti anomalie di impostazione e gestione, appunto, a causa di indagini non svolte: cosa usuale per le procure secondo il suo stesso ex collega Piero Tony, un uomo che, schifato di questo “metodo” spregiudicato, se ne è pure uscito dalla magistratura sbattendo la porta con un suo illuminante saggio che offre uno spaccato allucinante dei sistemi adottati dai Pm al fine di garantire la giustizia nella legalità!

Marco Baldi, presidente del Comitato Perseguitati e Vittime del Tribunale di Pistoia

Al Comitato siamo tutti convinti che non sarebbe male che, in procura, smetteste, una buona volta, di usare il famigerato “copia-incolla”; e che scendeste in strada, tra la gente, magari stando attenti a non coinvolgere le forze di polizia giudiziaria se sono in palese “conflitto di interessi” con le indagini stesse, come non di rado è accaduto per la sezione di Pg, aliquota carabinieri, con il luogotenente Placido Panarello e altri militi.

Perché, in nome e rispetto della verità, della legalità, della correttezza e della garanzia del cittadino, lei non chiede alla sua collega, Chiara Contesini, se ci sono dei precedenti che potrebbero spiegare in maniera del tutto diversa i fatti addebitati ai suoi “indagati senza indagine”?

Perché, magari, non fa anche una passata dal Giudice di Pace, per controllare l’ultima udienza del procedimento 97/2022, nel quale un testimone inconfutabile ha spiegato molte delle cose che lei, dottor Boccia, incautamente sta riaddebitando ai suoi perseguiti/perseguitati, e che sembra non sapere o non vuole sapere?

Perché – secondo la prassi consolidata del suo collega scout-terrapertista e della sua procura – certe decisioni extra legem appaiono adottate in palese violazione dell’articolo 358 cpp?

Nel nostro Comitato siamo certi che lei vorrà riservare la giusta attenzione ai nostri suggerimenti.

Anche per evitare, con la diligenza e cura dell’optimus pater familias, di squalificare ulteriormente l’immagine della magistratura in vista dell’imminente referendum sulla riforma della giustizia proposta dal governo e dal ministro Nordio.

Ringrazio, e ringraziamo, per la cortese attenzione. E, si parva licet…, ci consenta di fare una pausa di ironia e di sàtira utilizzando la tanto decantata intelligenza artificiale dal momento che, di quella normale, in questo mondo pare essercene così tanto poca…

 

Con grato animo.

Marco Baldi
Comitato Perseguitati e Vittime del Tribunale di Pistoia


Sono e fo il giornalista dal 1967 per scrivere quello che vedo e so e che non va. Non per pubblicare ciò che piace all’ordine dei giornalisti o alla procura della repubblica di un Pm capo che non intende intercettare le sorelle dei suoi amici.

La mia Costituzione non è sorella di Mattarella, come asserisce Benigni. Da legge fondamentale dello stato non insegna questo turpiloquio morale di brodo primordiale di corruzione, in cui chi disonora l’art. 54, ci ha messo e ci mette ogni giorno in guazzo.

E.B.


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