Ci scrive Marco Baldi in qualità di presidente dell’Associazione Perseguitati e Vittime del Tribunale di Pistoia, con richiesta di pubblicare una sua riflessione su certe “anomalie” del pianeta-giustizia di Piazza Duomo 6

LA PROCURA OGNOR DILAGA:
PRIMA AGISCE E DOPO INDAGA

Gentile dottor Boccia,
innanzitutto deve perdonarmi se scrivo in pubblico quale presidente del Comitato Perseguitati e Vittime del Tribunale dove lei lavora, al Terzo Piano: ma credo che mi sia concesso quale cittadino rappresentante di molti altri cittadini suoi “datori di lavoro” anche in virtù dell’art. 53 Cost., e non solo dell’art. 3 che, come ha sottolineato varie volte lo stesso Csm rispondendoci, ha definito i magistrati come “uguali a tutti gli altri cittadini” – nonostante, non di rado, e lei lo sa bene, sembra evidenziarsi tutto il contrario…Le segnaliamo, a questo proposito, una chiara violazione dei diritti di cittadini in questo momento da lei indagati, a memoria degli artt. 28 e 54 Cost., e anche altri, sul controllo del Pm per il fine del corretto svolgimento del processo.
Abbiamo notizia – e abbiamo controllato scrupolosamente le carte per esserne certi – che le indagini, che lei dichiara “concluse”, non sarebbero neppure state state avviate; e comunque non avrebbero avuto alcuna seria attenzione da parte della polizia giudiziaria. O lei non sarebbe giunto a conclusioni tanto palesemente errate, sì da far pensare a un suo impegno-zero nel lavoro d’ufficio che svolge.
Insomma, riguardo al fascicolo numero 4*9*/20**, per reati in ipotesi commessi all’inizio del 2025, ci sarebbero delle evidenti anomalie di impostazione e gestione, appunto, a causa di indagini non svolte: cosa usuale per le procure secondo il suo stesso ex collega Piero Tony, un uomo che, schifato di questo “metodo” spregiudicato, se ne è pure uscito dalla magistratura sbattendo la porta con un suo illuminante saggio che offre uno spaccato allucinante dei sistemi adottati dai Pm al fine di garantire la giustizia nella legalità!

Al Comitato siamo tutti convinti che non sarebbe male che, in procura, smetteste, una buona volta, di usare il famigerato “copia-incolla”; e che scendeste in strada, tra la gente, magari stando attenti a non coinvolgere le forze di polizia giudiziaria se sono in palese “conflitto di interessi” con le indagini stesse, come non di rado è accaduto per la sezione di Pg, aliquota carabinieri, con il luogotenente Placido Panarello e altri militi.
Perché, in nome e rispetto della verità, della legalità, della correttezza e della garanzia del cittadino, lei non chiede alla sua collega, Chiara Contesini, se ci sono dei precedenti che potrebbero spiegare in maniera del tutto diversa i fatti addebitati ai suoi “indagati senza indagine”?
Perché, magari, non fa anche una passata dal Giudice di Pace, per controllare l’ultima udienza del procedimento 97/2022, nel quale un testimone inconfutabile ha spiegato molte delle cose che lei, dottor Boccia, incautamente sta riaddebitando ai suoi perseguiti/perseguitati, e che sembra non sapere o non vuole sapere?
Perché – secondo la prassi consolidata del suo collega scout-terrapertista e della sua procura – certe decisioni extra legem appaiono adottate in palese violazione dell’articolo 358 cpp?
Nel nostro Comitato siamo certi che lei vorrà riservare la giusta attenzione ai nostri suggerimenti.
Anche per evitare, con la diligenza e cura dell’optimus pater familias, di squalificare ulteriormente l’immagine della magistratura in vista dell’imminente referendum sulla riforma della giustizia proposta dal governo e dal ministro Nordio.
Ringrazio, e ringraziamo, per la cortese attenzione. E, si parva licet…, ci consenta di fare una pausa di ironia e di sàtira utilizzando la tanto decantata intelligenza artificiale dal momento che, di quella normale, in questo mondo pare essercene così tanto poca…
Con grato animo.
Marco Baldi
Comitato Perseguitati e Vittime del Tribunale di Pistoia
Sono e fo il giornalista dal 1967 per scrivere quello che vedo e so e che non va. Non per pubblicare ciò che piace all’ordine dei giornalisti o alla procura della repubblica di un Pm capo che non intende intercettare le sorelle dei suoi amici.
La mia Costituzione non è sorella di Mattarella, come asserisce Benigni. Da legge fondamentale dello stato non insegna questo turpiloquio morale di brodo primordiale di corruzione, in cui chi disonora l’art. 54, ci ha messo e ci mette ogni giorno in guazzo.
E.B.













