Massimo Donati del Tirreno, il giornalista privilegiato dalle fonti della procura di Pistoja come più volte ho fatto notare, «mi illumina d’immenso» quasi fosse un Ungaretti. Mi dà notizia del fatto che l’efficientissima procura di Coletta, grazie all’acume della dottoressa Chiara Contesini, ha richiesto il rinvio a giudizio di due stalker del Bottegone che hanno tormentato una coppia di giovani sposi con un incubo iniziato nel 2022…

STRUMENTO PER TENER LONTANI I MALI?
L’HAI SOL SE C’HAI «PROSSIMITÀ SOCIALI»

È solo che non mi torna una beata minchia del ragionamento che ha visto la richiesta della Contesini per fatti che risalgono a poco più di ieri (appena il 2022), se li confronto con le Desgrazzi de Giovannin Bongee che sono capitate e toccate a me e a tutta la mia famiglia, esclusi soltanto, finora, i miei due gatti, la piccola Penny e il robustoso e forte Carlo Cedrino Razzo.
A me, detto fra noi, è toccata una vicenda che – pur essendo benissimo documentata ed esposta ai geni del Terzo Piano – continua a durare ancora da anni 5 e mesi 3.
E per di più non facendo vedere che la procura e i vari sostituti che si sono susseguiti (i nomi: Curreli, Grieco, Contesini, Coletta, Boccia, Serranti, Gambassi…) e Gip-Gup Martucci e Gaspari, ci abbiano capito qualcosa, anzi!
Mostrando che il colpevole sono solo io; il male di questa provincia dipende solo da me; che insieme a Alessandro Romiti, e col mezzo del mio giornale, faccio terrorismo da stalking e, pertanto, siamo, tutti insieme, degni di essere perseguitati, gognizzati, allìsi e (se ci fosse la pena capitale) perfino giustiziati lungo la Via Appia, da Capua a Roma, come i gladiatori di Spartaco, crocifissi, impeciati e accesi per fare luce di notte. Ecco cosa facevano, allora, le «autorità costituite» tanto care alla Gip Martucci, al potere. Perché cos’altro era il senato di allora se non questo, «autorità costituite» da rispettare ciecamente?
Appena abbiamo sfiorato due o tre nomi eccellenti (il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, e il mai-comandante dei vigili di Agliana, Andrea Alessandro Nesti & gentile signora che si muove male in latino, pur facendo finta di saperlo) don Claudio Curreli, la struttura assente del Terzo Piano pistojese, sempre impegnato in altro, si è scatenato come l’aspide che morse il capezzolo/cioccolato-fondente della nasuta, ma affascinante, Cleopatra Tolomea, regina d’Egitto.
Molestie continue, ripetute, insofferibili, assurde (tutte peraltro segnalate dal 1995 in poi alla procura e non solo, e tutte mandate all’archivio per i più disparati motivi; con Dell’Anno cestinate perché troppo impegnato a cercare ceppatelli nelle terre della Dynamo Camp con il commendatore ladro Mauro Gualtierotti), che non simo riusciti a far capire, ai giannizzeri della procura. Due stupidi stalker (recentemente graziati altre due volte da Giuseppe Grieco) ne hanno fatte di tutti i colori da quando si sono fatti rilasciare (ovviamente a pago) dal corrotto geometra Franco Fabbri condoni di due compravendite acquisti con frode e atti notori falsi poi fatti sparire.
I geni della procura queste cose non le vedono. Hanno fette di salame sugli occhi e tappi si salsiccia piccante calabrese nelle orecchie. Ma giocano a tutto campo con l’arroganza del loro potere.
Non siamo riusciti in alcun modo, successivamente, a far capire che l’area di Lecceto (il principato del Marchese marsicano di Pescina) era zona a vincolo ambientale e non poteva essere toccata, anche per la ragnatela delle servitù prediali dell’area, nonostante il ragioniere, titolare di una falsa laurea sventolata «a prise de cul», ma caro all’amministrazione comunale dei sindaci inutili di Quarrata: SS Gori, Mazzanti e, ora, Baby Romy.
Non siamo riusciti a capire come sia stato possibile che nessuno dei magistrati sopracitati – tutti presenti allo sciopero del 27 febbraio scorso, con la Costituzione sgualcita in mano – abbia voluto leggere e prendere semplicemente atto delle leggi dello stato e delle norme regolamentari e consuetudinarie vive sul Montalbano che casca addosso agli assessori-camiciai.
A meno che non si voglia pensare – e il pensiero, a questo punto, è quasi certezza – che anche la procura di Pistoja (del resto Coletta fa testo in ogni senso) faccia e disfaccia come chi va a caccia: spari agli uccelli, ma salvi i fringuelli.
I suoi, voglio dire; le sue «prossimità sociali», come era la dottoressa Lucia Turco, sorella del procuratore aggiunto di Firenze, Luca Turco, mia faccia mia razza (dove mia è il cardinale greco una, non il possessivo italiano di prima persona singolare. Lo capite in procura o no?).
Che la procura abbia voluto fare una specie di inchino alla Schettino a Gigli – ma assai maculati – perché, come il Perrozzi, Ctu per operazioni giudiziarie locali (quante curatele e ingaggi e da chi li ha avuti? Ce lo volete dire, dato che lo difendete come un Gesù bambino dalle ire di Erode?)?
O perché, come il Nesti, legato da aderenze alla Pg dei CC (lo ha lui stesso dichiarato in varii suoi vomiti contro di noi) anche attraverso il collegamento della moglie scrittrice (ma poco latinista) con la segretaria personale del dottor Grieco, la signora Alessandra Casseri?
Qualcosa non torna e, per chi non è cieco, non può tornare, dottoressa Contesini, diàdoca delle furie giustizialiste di un Curreli, che non fa altro che commettere errori, e che viene sempre non solo perdonato, ma peggio ancora, sempre scagionato e giustificato dopo ogni suo innominabile, eclatante pasticcio.
Se nessuno di voi vuole attenersi alle leggi, ai regolamenti, alle servitù prediali, al rispetto dei vincoli ambientali e degli usi e consuetudini secolari; e se tirate dalla parte di chi viola tutto questo come se fosse un eroe: volete spiegarci, una volta per tutte, come mai continuate a proteggere il Perrozzi, il Nesti, sua moglie Milva Maria Cappellini, Sergio Luciano Giuseppe Meoni, Margherita Ferri e Mara Alberti che non sono neppure in grado di esibire documenti (ovviamente falsi) grazie ai quali, con l’aiuto fattivo del geometra Franco Fabbri, si sono fatti rilasciare condoni, permessi e autorizzazioni fasulli?

Volete esaminare o no, una volta per tutte, i documenti del Perrozzi che ha chiuso strade, aie, piazzole e vie intoccabili per grazia ricevuta? E volete o no prendere atto del fatto che tutti i suoi lavori sono stati regalìe da parte di gente come i sindaci, gli assessori, i funzionari degli anni che vanno dal 1995 ad oggi? O vi pare troppa fatica?
Non saremo certo alla vostra altezza geniale nel comprendere la complessità dei vostri irrazionali prodigi.
È certo, però, che leggere e capire una legge sappiamo anche noi che ci occupiamo di testi e di ermeneutica da una vita.
E forse molto meglio di voi con le vostre elucubrazioni da giustizieri della notte guidati, nell’esegesi, da certi echi che provengono dall’ultimo karaoke al Tempio…
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
Cerchiamo di capirci. Non siamo noi che scriviamo 300 articoli. Siete voi che, dopo 300 nostri articoli, non avete ancora cavato il ragno dal buco. Per cui, se sarà necessario, di articoli ne scriveremo altri 3.000 o 30 mila!












