forte&chiaro-serie 2/7. BABY ROMY E SACRESTIA, SAI COS’È L’IPOCRISIA?


Ipocrisìa: è la simulazione di virtù, di devozione religiosa, e in genere di buoni sentimenti, di buone qualità e disposizioni, per guadagnarsi la simpatia o i favori di una o più persone, ingannandole…



CON PACCHE SULLE SPALLE E CON FAVORI

IL MONTALBAN L‘AVETE FATTO FUORI.

L’OKKIÓNE ASSUNSE PURE IL GRANDE GELLI

IN OMAGGIO AL SUO DARIO (CHE MACELLI!)


Iuri Gelli, assunto dal Mazzanti, è il cognato di Dario Parrini, ex sindaco di Vinci e, all’epoca, segretario regionale del Pd. Che ne pensate, elettori della sinistra quarratina? Il partito vi vuole bene o no?

 

Il Vocabolario Treccani on line ce la spiega così l’ipocrisia.

Il Baby Romy, invece, ce la mostra per immagini e giochini di parole: giocando sul numero 11, che è quello non tanto della Costituzione, che il Benigni elogia per un milione di euro a botta (bischeri gli elettori!), coglionando tutti i cretini che credono alla sua democrazia e conoscenza di Dante, no. L’11 per Tanacca è l’ora che ricorda al puèrcolo il famoso mezzogiorno: sinonimo di pappa & cicci.

Un’arte, quella di Baby, che ha bene imparato e fatta propria da un maestro come il pomposo segretario provinciale del Pd, il “burracoso” Okkióne-Mazzanti. Luilì per una ventina d’anni, tra consiglio, assessorati e sindaco, la sua ganascia l’ha irrobustita più di quelle dei freni di un Etr 1000.

Anche il Baby Romy ha fatto e sta facendo la sua parte, da vero apprendista emancipato.

«Quando dico che ti amo credi a me, è la pura sacrosanta verità» cantava Tony Renis.

E voi, quarratini in sollucchero per il palcosceMico dei Mammamia a settembre, con il Baby in giacca di paillettes a sballettare come avesse il palletico ai piedi? Credete a me, quando dico che gente come questa – senza faccia né onore, perché così è – è il massimo del fariseismo catto-com che ci si possa aspettare. Dico la pura sacrosanta verità.

Non me ne può fregar di meno se la sostituta Chiara Contesini, in via di addestramento da maestri pubblici ministeri purtroppo con scheletri nei loro armadi, pensa che criticare così un politico, un amministratore, in pratica un… parassita, è reato e reca offesa a un corpo istituzionale dello stato. Questo significa solo che tutto l’esercito dei comunistini credenti, messo in piedi in 50 anni di scuola post-sessantottarda in degrado, è un ammasso di incolti, incompetenti, quadrupedi in-capenti. Non parlano: più spesso ragliano. Non si esprimono: più spesso si ostendono, come la sacra cintola di Prato dal pulpito esterno del duomo, sui loro pulpiti/social. Di più che fanno? Soltanto danno.

Avete un sindaco (vi ricordo che io mi sono rifiutato per scritto di votare alle comunali in cui il Baby Romy ha ricevuto il «pannolino da sindaco»: quindi costui per me è solo un illustre saltimbanco da circo Orfei); avete un sindaco, dico, che dal novembre del 2023 non è stato in grado di far riparare 50 metri di Via Lucciano portata via dal Rio della Trave. Dell’acqua in casa non parlo.

Via di Lucciano è stata portata via per l’incuria con cui i grandi difensori della terra e del territorio del Montalbano hanno permesso che la collina fosse stuprata (verbo usato anche da Giannini di Repubblica contro la Meloni sul Ventotene quanti soldi gliene viene [ovviamente al Benigni, che è furbo, mentre voi siete un po’ coglioncelli]).

E si torna al punto di partenza: l’ipocrisia della classe dirigente verso il macello che casca addosso al Mearello, troppe camicie e poco cervello.

Continuate, da citrulli quali mostrate di essere, a fidarvi di gente corrotta e senza faccia ovvero con una faccia come il culo.

Vi ricordo una sola cosa, e la procura può strillare quanto vuole: lo fa solo perché, con la sua neghittosità favoristica, è una prònuba del malaffare e del marciume generale: ed è che quel bravo ragazzo del Mazzanti con il suo Bai, salvò il culo al Simone Niccolai. Ma se la gente comune costruisce una cuccia da cane, loro la troncano e non ne hanno pietà. La regola è che il Sommo Pontefice/Comune, assolve chi paga, come suggerisce Lorenzo Stecchetti: «Di preci e di lagrime il ciel non si appaga (ed anche in Comune si) Assolve chi paga. E dinanzi ai favoriti, sembran dei rincoglioniti: con chi vive lungo i fossi, son cattivi e si fan grossi.

Verrà la guerra e avrà i vostri occhi, parodiando Cesare Pavese. Fate schifo, che altro dire di voi? Vi scandalizzate? Ce ne faremo una ragione.

Con il geometra Fabbri e altri bell’imbusti i cui nomi vi sono ben noti, avete condonato e licenziato a pago.

Il risultato dell’acqua in casa della gente incazzata, e del Mearelli col Montalbano addosso, è il minino che possa capitarvi, cari Bartolomei Colleoni

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


Per Iuri Gelli, Dario Parrini, il nepotismo del Pd e il genio del Mazzanti vedere questa pagina di Il Tirreno


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