La letterina mattutina per la rappresentante dell’Anm a Pistoja parte oggi da una notizia battuta dall’Ansa, l’Associazione Nazionale della Stampa Accomodata (agli interessi della sinistra). E sùbito mi torna in mente una trasmissione al Canto al Balì, durante la quale…
SE UN MEDICO SBAGLIASSE QUANTO I PROCURATORI,
FRA CALCI, IMPOSTE E TASSE, SAREBBE DIGIÀ FUORI!

Tommaso Coletta, il nostro imposto padrone, per giunta gratificato dal Csm della promozione a capo di Pistoja, pur essendo nota la sua pendenza piuttosto ripida verso le cosiddette «prossimità sociali» (pensate alla famosa risposta da lui data al luogotenente GdF Daniele Cappelli…), ci tenne una lectio magistralis sulla divisione delle carriere, mentre Luigi Egidio Bardelli applaudiva e l’allora presidente della Camera Penale, Andrea Ferrini (avvocato con pendenze scrittorie affiliate all’Odissea), lingebat la perfezione indagatoria della procura pistoriense.
Ci insegnò, Tom Col, che qualunque discorso che non si basi su dati statistici, certi, inconfutabili, è un discorso ontologicamente inutile.
Dio volle, stamattina, che quello stalker di Alessandro Romiti avesse adocchiato – e me lo avesse spedito – l’intervento “ans[i]ogeno” che avete letto sopra.
Con cui il peggior guardasigilli di tutti i tempi, Carlo Nordio, attentatore alla Costituzione e alla divina giustizia dei giustizieri delle procure, perfetti nel 99,9% dei giudizi pronunciati da magistrati su altri magistrati, intende cancellare lo spirito dell’asso di cuori del Terzo Potere (ingestibile) dello stato di Mattarella. la Signora Costituzione, appunto.

Non voglio farla più lunga della “camicia di Meo”. Voglio solo – e glielo chiedo in tutta serenità e con cortese rispetto – che la dottoressa Gargiulo (che se non ha ancora risposto alle nostre domande, evidentemente non ha argomenti per poterlo fare) rifletta sulla sua adesione allo sciopero del 27 febbraio scorso, partendo dai dati statistici di cui parlò Coletta riferiti, di persona personalmente, al sostituto-scout: colui che da giovine inquisitore si esibì in una prova di maestria nelle indagini contro Padre Fedele Bisceglia, seguendo un metodo infallibile; ma evidentemente solo per commettere peccati (oltretutto è anche fervente cattolico e non dovrebbe scordarlo!) «in pensieri, parole, opere e omissioni».
Seguo, ora, passo passo, il discorso tenuto al Canto al Balì dall’amico della dottoressa Lucia Turco.
Se andiamo a rivedere i successi di Curreli super-magistrato ultra-presenzialista ubiquo nell’inutile mondo dello spettacolo di stampo-televisivo e politico (anche in collisione con i doveri del suo incarico e grado), finiamo, purtroppo, per scoprire una carriera macchiata almeno quanto la pelle del famoso giaguaro di Bersani, il filosofo scoglionatore del generale Vannacci.
Come faccio, dottoressa Gargiulo (ma anche Gip Martucci, però: che mi arresta per 104 giorni sulla semplice parola di Curreli e dell’avvocata Giovanna Madera…); come faccio a fidarmi di una persona che dovrebbe essere terza, imparziale, indipendente, ma che – è sotto gli occhi di tutti: non è un mistero –…
- Viola le norme di legge del suo stato giuridico (lavora nello stesso tribunale con la moglie e non dovrebbe farlo);
- trapassa le leggi dello stato, alle quali è soggetto per due chiari dettati della Costituzione (sgualcita) che sventola. Non solo, infatti, non la rispetta pur essendone soggetto; ma dirige il traffico dei clandestini con Terra Aperta;
- inventa reati che non esistono (lo stalking giornalistico);
- svolge indagini che prevedono feroci rinvii a giudizio poi smentiti fragorosamente in aula.
Qualche esempio? Di recenti vi cito le mazzate che Curreli ha preso sul caso Hitachi-Vittoria (silenziate dalle persone perbene di questa città-Cayenna); sul processo del marito rinviato trombonescamente a giudizio per maltrattamenti in famiglia, ma uscito indenne dall’aula; sul fallimento, di fatto, dell’indagine per maltrattamenti in Apr-Maria Assunta in Cielo, operazione per la quale non ha potuto (così mi sembra di ricordare) piazzare telecamere e microfoni per intercettazioni ambientali alla Maic di Bardelli, peraltro sua «prossimità sociale»…

Aggiungo anche due filoni – assolutamente fallimentari – del maxiprocesso politico sùbito sponsorizzato dal giudice Gaspari. Entrambi filoni legati alla figura e all’opera di Andrea Alessandro Nesti, mai-comandante dei vigili di Agliana, che continua e querelare a zaffate (con il favore irrazionale di Curreli che non intende comprendere la realtà) pur dopo aver preso randellate sul cranio senza pietà dalle testimonianze ascoltate in aula sull’indecente storia della sua protezione da parte dei politici e degli amministratori di Agliana: comunisti e destre indistintamente.
Non avrebbe, forse, potuto e dovuto, il magistrato-karaoker-scout-piantumatore-pacifista-cattolico, essere più diligente prima di far pagare ai pistojesi un sacco di quattrini buttati al vento per difendere le sue «prossimità sociali»?
Al Nesti, tenuto in piedi con sommo spregio del Tar Toscana e del Consiglio di Stato (e questa è una stoccata per la Gip Martucci: lei sa bene perché) su un posto non suo, va aggiunto anche il calunnioso ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, super-apprezzato e protetto membro della comunità quarratina, che ha avuto doni e regalie, ma strilla di essere stato diffamato.
Fatto è che questi favori – che non vuole sentirsi rimproverare – li ha avuto davvero dai corrotti uffici tecnici di sindaci quali l’inutile SS Gori, il ganascioso Mazzanti, segretario provinciale che oggi balbetta fra i problemi e le contraddizioni del suo adorato e disorientato Pd, e il vago e smarrito Tanacca-Baby Romy che, aldilà del bottone apri-porta dell’ex-Cra Vignole e delle fotocopie, nient’altro sapeva fare: ma, in onor del magna-magna, è stato eletto sindaco per l’albero della cuccagna.
In questo mondo, dottoressa Gargiulo, se ne vedono d’ogni tipo e colore. Se ne dicono di ogni fattura, forma e peso. Peccato, però, che alla fine i fatti parlino da soli.
Speriamo che, con la storia odierna dei vini contraffatti, il Divus Claudius, titolare della «operazione Geminus », non finisca con il fornire la prova della contraffazione – more solito – anche delle sue indagini…
– Continua –
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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