Sono più numerosi i falsi in giro, dei lemmi dell’italiano che si trovano sul Devoto-Oli. E la procura di Coletta, l’uomo che lavorava per la «gente comune» ma non intercettava la Lucia Turco, dà una vera e propria mano a sostegno del moltiplicarsi di sconcezze di ogni genere
VOLEVANO AD-DESTRA-RE QUEI D’AGLIANA
MA HANNO FATTO PORCAJ DA PANTEGANA!

Il figlio di mio cugino scherzosamente mi scrive, ogni giorno, che io sono solo capace di “spalare il bottino”, ossia il materiale che ha un sinonimo in cacca. E ha ragione.
D’altronde, l’unica risposta possibile e immaginabile per le cronache di chi, come Linea Libera, ha scelto di parlare liberamente senza preoccuparsi del fatto che, così facendo, rischiamo di inimicarci la divina serenità dei magistrati della procura da Coletta in giù, è quella di parlare non della sagra delle pippe in umido, che vanno e vengono, ma delle insormontabili criticità che rovinano la vita della gente.
Ossia, per eccesso di specificazione, la mala-giustizia attuata sistematicamente dal Terzo Piano degli dèi sereni e imperturbabili come quelli descrittici da Epicuro.
Segnaleremo anche questo, a chi di dovere (la procura di Genova), che però il suo dovere mai fa, perché copre e protegge indegnamente il modus operandi deviato dei costituzionofili dell’Anm che hanno scioperato il 27 febbraio scorso dietro alla dottoressa Gargiulo.
Lo faremo in nome della legalità violata: ma non ci illudiamo di smuovere un cadavere pesante come un’Himalaya, perché da troppi anni, almeno 80, la legge fai-da-te a Pistoja è regola.
Segnaleremo, stavolta, il caso Agliana. Lo faremo per l’ennesima volta, anche se magari, poi, quando saremo nuovamente rinviati a giudizio da Biancaneve e i suoi nani, troveremo un giudice, come Paolo Fontana, che chiude gli occhi dinanzi all’evidenza per non inimicarsi i suoi padroni della procura, e poter ottenere il trasferimento nella Bologna di Lepore senza intoppi.
Di recente ad Agliana è successo un terremoto del fumo. Il vicesindaco Baroncelli è stato visto e preso a fumare in sala consiglio. Lo ha ripreso la diretta di una commissione consiliare. Poi però il frame è scomparso dalla ripresa on line.
Noi abbiamo pubblicato la foto. Ma un giornalista rompipalle, Alessandro Romiti, ha scritto per accesso agli atti, chiedendo il nome del responsabile della vigilanza antifumo in Comune. Lo ha fatto più di 60 giorni fa. Nessuna risposta fino a venerdì 11 aprile. Oltre 60 giorni dopo e solo perché qualcosa si è messo in moto.
La risposta, però, nulla toglie e nulla aggiunge alla disistima che personalmente nutriamo nei confronti della giunta aglianese e della sua incongrua e discutibile segretaria generale.
La dottoressa Paola Aveta ha risposto a Romiti lo vedete come dal documento di apertura. Ma il fatto grave è che ha prodotto la direttiva del sindaco che vedete qui a fianco.
Lo sa anche la “Confraternita delle Beate Minchie” che un atto che non ha riferimenti certi (data e numero di protocollo) è solo uno strappo di carta igienica – e forse anche usata.

Ma nel Comune di Bimbominkia la carta igienica è comunque un atto ufficiale, vista la sua falso-calunniosa diarrea spacciata come causata dalle critiche, più che provate, del nostro giornale…
Del resto la segretaria Aveta è quella stessa che (il giudice Paolo Fontana lo sapeva, ma se ne è stupefacente-mente dimenticato) dichiarava che il mai-comandante Nesti, suo protetto, le aveva avute da lei (peraltro illecitamente) le mie lettere personali e riservate con le quali, l’usurpatore del comando dei vigili, ha poggiato le sue mele per 15 anni di fila sulla sedia del comando. E tutto nel rigoroso silenzio della procura che tutto sapeva e tutto ha sempre ignorato.
Figuratevi se la procura farà qualcosa per insegnare alla segretaria generale che mentire e produrre atti falsi (abitudine normale per Agliana, visto che tentò lo stesso giochino anche coi foglietti volanti del taroccato concorso-Nesti…) è non solo disdicevole, ma anche reato, per i veri legalitari!
Alle «autorità costituite», allora, ci creda la Gip (non Jeep) Martucci. Personalmente non solo non ho fiducia nella magistratura, ma nutro, nei confronti di tanta gente perbene e serena che opera a Pistoja, la più profonda sfiducia.
Se la sente di darmi torto anche su questo, dottor Fontana?
Edoardo Bianchini
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