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forte&chiaro. DUE FATTI CHE PARLANO DA SOLI, DIVERSI DINIEGHI DI ACCESSO AGLI ATTI, DUE ARCHIVIAZIONI E DUE FASCICOLI CHE NESSUNO VUOLE CHE IO ABBIA IN MANO. CHE SI NASCONDE DIETRO A TUTTO QUESTO, DOTT.SSA GARGIULO?
forte&chiaro. DUE FATTI CHE PARLANO DA SOLI, DIVERSI DINIEGHI DI ACCESSO AGLI ATTI, DUE ARCHIVIAZIONI E DUE FASCICOLI CHE NESSUNO VUOLE CHE IO ABBIA IN MANO. CHE SI NASCONDE DIETRO A TUTTO QUESTO, DOTT.SSA GARGIULO?
Dal 3 ottobre 2024 sto aspettando di avere le copie di due fascicoli su cui ha imposto le mani il sostituto Giuseppe Grieco. Un gesto che ha salvato la testa (di cavolo) di due vecchietti disturbati, famosi per falsificazione di atti, false testimonianze, atti emulativi, molestie, violenze private: ma amici del non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale di Pistoja e, may be, «prossimo sociale» di gente del Terzo Piano. Questo articolo serve a illustrare alla dottoressa Giulia Gargiulo il motivo per cui, may be, è meglio che le carriere dei frati dell’inquisizione giudiziaria vengano separate dal resto della carovana che già da sé procede a stento…
Gli uomini del Terzo Piano di Pistoia non brillano molto per serietà e informazione accurata nelle indagini. E il risultato si vede
TROPPE SMENTITE IN AULA
PER I PM E I SOSTITUTI DI PISTOJA
Body of evidence. Segare un tubo di Publiacqua non è reato: la procura di Pistoja ce l’ha insegnato
Stamattina il richiamo “costituzionale” al fervore della difensorA dell’intangibilità della separazione delle carriere, tocca la figura e l’opera del Pm anziano facente funzione a Pistoja, dottor Giuseppe Grieco.
Grieco, laureato, se non erro, alla Federico II di Napoli – la stessa università che, un ventennio fa, nel settore del latino umanistico e medievale organizzava corsi su un mio lavoro dedicato ai Carmina Burana –, è residente appo (scriverebbe Dante; da apud = presso – capito, avvocata Elena Giunti?), appo Pistoja fino dal 30 ottobre 1998.
Detto per il Pm f.f. Giuseppe Grieco e per il suo collega Luigi Boccia…
Decisamente troppo per non aver espanso radici in microfibra per ogni dove, come le ife dei funghi porcini, cari al fu-Pm Renzo Dell’Anno; e per non conoscere, di persona personalmente, sia Andrea Alessandro Nesti, il mai-comandante marito della Blimunda delle Cronache di Agrùmia, la quale in latino confonde potuit (= egli poté) con potavit (= egli bevve); che un Ctu famoso come il Perrozzi. E già da qui si evince l’incompatibilità di Nesti & Perrozzi sub judice pistojese. Evviva la Costituzione!
Qualche anno fa, dottoressa Gargiulo, due vecchietti idioti che godono dell’amicizia del non-dottor Romolo Perrozzi («prossimità sociale» di Claudio Curreli o della moglie Nicoletta Maria Caterina Curci, favorita dai romani del Csm insieme al marito o non potrebbe stare con il paterfamilias nello stesso tribunale?); qualche anno fa due vecchietti idioti si presero la briga di segare il tubo dell’acquedotto di mia figlia, senza avvisare nessuno, lasciando l’interessata senz’acqua per giorni 8. Ha capito? Sono stato abbastanza chiaro?
Comprendo benissimo, dottoressa Gargiulo, che chi, come lei, appartiene all’area democratica per la giustizia ed esercita il suo mandato con funzioni di giudice civile (giudice della famiglia e giudice tutelare), non abbia tempo per giungere a documentarsi sui perversi meccanismi che regolano le anime e le menti dei censori della Santa Inquisizione del Terzo Piano, obbediente alle direttive del Torquemada/Coletta.
Credo però che a lei non possa sfuggire il fatto che, se due cretini di vecchietti segano un tubo dell’acqua pubblica, e una persona resta priva per giorni 8 di un servizio essenziale, il problema va ben oltre il fatto di giustificarsi (scusa peraltro assolutamente falsa) dicendo che “una perdita di H2O rischiava di far marcire le fondamenta di una cantina/lavanderia dichiarata come proprietà privata, ma, malauguratamente per quegli idioti, costruita su una parte a comune e oggetto di sanatoria illegale da parte del sempre-sia-lodato geometra Franco Fabbri, un “venditore a cottimo” di condoni, permessi, autorizzazioni e sanatorie a violentare il Montalbano, area ambientale vincolata e protetta.
Trent’anni di rotture di corbelli, esposti, denunce, abusi edilizi, sentenze pilotate e… la procura li protegge. Lo stalker sono io, teste Curreli che difende gente forse a lui fin troppo nota. Prove e documenti e il Curreli ci fa condannare da Gaspari. Dottoressa Gargiulo, certe cose devono finire!
Perciò parte un esposto-querela. E il caso piove in mano a Giuseppe Grieco. Il quale chiede l’archiviazione (nel suo appartamento in centro, in Via Cino da Pistoja 6, nessuno può segargli un tubo dell’acqua e lasciarlo per 8 giorni 8, senza poter tirare uno sciacquone, mettendo impunemente in difficoltà la Sig.ra Vera Cardella, Funzionario Giudiziario F1 della cancelleria civile, sua moglie). Grieco è comunque libero dal peccato e sicuro da ogni turbamento.
Viene proposta opposizione alla richiesta di archiviazione, e la Gip Patrizia Martucci la accoglie, imponendo a Grieco di proseguire le indagini e ascoltare i testimoni. Non ricordo bene perché è passato un po’ di tempo, ma sono convinto che anch’io fossi stato citato come teste.
Mi ha sentito, forse, il facente-funzione? Non sono un ventenne, ma con la mia memoria, migliore assai di quella dei ventenni, non ricordo che qualcuno mi abbia rivolto la parola o chiamato a riferire.
Di fatto Grieco archivia. E perché? Perché segare un tubo dell’acqua non è reato e la procura di Pistoja ce l’ha insegnato? O perché i due vecchietti idioti, per intercorso Perrozzi loro amico, possono giungere a far sentire le loro preghiere al Terzo Piano, Empireo delle cose che non tornano? O la ragione è altra?
Credo di ricordare che i due Cretinetti arroganti e disturbati (hanno, infatti, 6 telecamere 6 che violano tutte le norme e le regole su strada pubblica…) siano stati seguiti dalla cugina della dottoressa Lucia Turco, una famosa «prossima sociale» del dottor Coletta, valvassino, a Firenze, del Pm aggiunto Luca Turco.
Costei, presidentA dell’ordine degli avvocati di Pistoja, lettrice dei testi sacri alla messa delle 19 a San Domenico in Piazza del Cavallo, zona separée in cui presenziano anche Curreli e Boccia, dedicata alla razza intellò catto-com anti-Putin e filo-Zelensky, ha ottenuto, di fatto, da Grieco la massima disponibilità e attenzione. Sto parlando di fatti, non di supposizioni: quindi silenzio e attenzione, prego!
Pur con tutti i suoi limiti in diritto (e rovescio) penale, dottoressa Gargiulo, mi dica, ora, onestamente: segare un acquedotto e tenerlo chiuso per 8 giorni non è reato o può, giustamente, rientrare nell’ipotesi di cui all’articolo 610 cp, violenza privata?
Chi (nel caso di specie mia figlia) ha dovuto tollerare la siccità per 8 giorni 8, non rientra forse nella casistica di chi è costretto, contro la propria volontà e quindi per violenza, a fare, tollerare od omettere di poter aprire il rubinetto e lavarsi le mani come un Ponzio Pilato qualsiasi?
E le alluvioni dove finivano, in cantina? No direttamente nel canale di scarico senza alcun problema per i vecchietti dementi e disturbati. Che sono tuttora dinanzi al Tar – insieme al non-dottor Perrozzi – per abusi di ogni genere dal 1995 al 2020. Ma la procura lo sa cosa significa stalker o conosce l’inglese come i giovani che escono dalle scuole oggidì?
E perché mai il sostituto Grieco, in tale circostanza, non ha provato salomonicamente a pensare a cosa sarebbe successo a suo figlio, se si fosse trovato in una analoga situazione causata da due vecchietti idioti, falsari, disturbatori, falsi testimoni etc. etc.? Il prudente apprezzamento del magistrato dov’era finito? Nel tubo chiuso con il volantino dopo l’interruzione del flusso dell’acqua?
Rammenti, dottoressa Gargiulo, che come iscritta all’Anm, il codice etico della sua associazione (a mio avviso di comodo) prevede l’ascolto di tutte le parti, quindi anche me. E pure la risposta ai miei quesiti. Se non altro perché lei appartiene all’Area Democratica per la Giustizia, non a quella delle Caramelle alla Frutta Sperlari …
Concludo – ma solo con la prima aberrazione del sostituto Grieco: della seconda parlerò domani o lunedì – che durante il maxi-processo/maxi-vergogna di Luca Gaspari, avvalvassinato a Curreli-Coletta-Grieco, ricordo che il discorso, fra me e Grieco, cadde ance su questo particolare vergognoso mandato all’archivio (lèggasi cestino della cartastraccia).
E la risposta del Grieco fu – cito in sintesi, a mente e non alla lettera – “se l’ho fatto, vuol dire che non ci ho visto nessuna violenza privata”.
Proviamo a chiedere a Biancaneve e ai sette nani, alla signora Cardella, alla signora Curci in Curreli, alle signore avvocate tutte del maxi-processo/maxi-vergogna di Gaspari, cosa penserebbero se, un bel mattino, si ritrovassero a secco, e per 8 giorni 8, in Via Cino da Pistoia numero 6 o in Via XX Settembre al 29, dopo essere venute a scoprire – in ipotesi provocatoriamente iperbolica – che una certa Cecilia Turco, invece di essere a leggere le buone novelle evangeliche nella saletta separée di San Domenico, fosse stata presa a segare i tubi di adduzione dell’acqua potabile nelle abitazioni dei severissimi frati dell’inquisizione.
Provi a immaginare, dottoressa Gargiulo, cosa accadrebbe, agli inquisitori, con le loro Allegre comari di Windsor!
CIÒ CHE IL FASCISMO HA UNITO IL VERO DEMOCRATICO LO DIVIDA!
Il Vpo curreliano Riccardo Bastianelli arriva in aula e ci accusa di avere scritto troppi articoli; e quindi di essere degli stalker. Ovviamente nemmeno lui, come Curreli, capisce l’inglese.
Il problema sta in tutt’altri termini. Dinanzi a una procura che non interviene mai o, se lo fa, lo fa solo proteggendo le sue «prossimità sociali», e facendo condannare le vittime da Luca Gaspari, è impossibile non continuare a scrivere. Anche all’infinito.
Perché non capire l’italiano, per dei magistrati che occupano posti privilegiati-superpagati del terzo potere dello stato, è molto più grave dello scrivere tanto, prova provata del fatto che, chi dovrebbe ascoltare, al contrario di ciò che è suo dovere, perde tempo a gingillarsi mentre tutto va in rovina.
Non si è, infatti, stalker perché si scrive tanto e si dà noia a molti: ma sicuramente si è dei servi asserviti alla servitù servigiale del potere costituito, se si tace tanto e sempre come fanno molti giornalisti iscritti a un Ordine del Silenzio Giubilare della Stampa in nome del queto vivere!