dopo l’assunta di tacco e di punta. MA NON POTETE CERTO DORMIRE TRA DUE GUANCIALI…


Ai nostri numerosi (e nascosti per timor di ritorsioni) lettori, va il pensiero di noi perseguitati e vittime, in questa feria di mezzagosto, del tribunale di Pistoja. Buon riposo e divertimento, gaudenti marini e montani!


La democrazia strombazzata di oggi consiste nell’imporre il silenzio alle voci difformi, per proteggere chi è già protetto da uno stato sociale privilegiato e garantito dai “facenti funzione” del potere che brillano di luce propria impartendoci lezioni di etica delle «autorità costituite»

TUTTI BELLI, TUTTI BUONI

A PREGARE IN GINOCCHIONI!

TUTTI BUONI, TUTTI BELLI:

SÙ, PREGHIAM COME FRATELLI!


Una volta si diceva «Repubblica delle Banane»

 

Noi continueremo, imperterriti, a lavorare anche per voi (pur se con il vostro contegnoso silenzio non aiutate la trasparenza, la legalità e la lotta per l’affermazione della libertà tanto cara a numerosi PM (non solo di Pistoja) che “lavorano per il nostro bene e il nostro esclusivo interesse”, se solo fanno loro comodo.

I nostri affezionati lettori che, in questo momento, si trovano al sole ad arrostirsi, o fra le fresche frasche sui monti a godersi un frescuccello meritato, si sono chiesti, in diversi, perché la pagina di Linea Libera si presenti, al momento, con tutti gli articoli ma spesso senza foto.

Ciò accade, cari amici che pensate di vivere in uno stato di diritto, solo perché persone che dovrebbero difenderlo, questo stato di diritto costituzionale cercano di sovvertirlo e in maniera, anche, non di rado, sgraziatamente disgraziata.

Sostituti e Pm di Pistoja non si sono fatti scrupolo di oscurare la nostra testata per ben due volte, non perché fossimo dei clandestini, come hanno sostenuto senza vergogna; ma perché “stavamo loro sulle palle” in quanto pericolosi anarchici insurrezionalisti.

In questa democrazia di e da Mattarella, sono anarchici pericolosi tutti coloro che – come noi – ragionando con la propria testa, decidono di non fidarsi (a buon diritto) di una vantata-sbandierata eccellenza di poteri, il terzo dei quali, quello giudiziario – lo si vede alla luce del sole – lavora come una vera e propria forza destabilizzante ed eversiva al solo scopo di mantenere il proprio smisurato potere.

Non da soli, va detto. Con tutto l’appoggio del progressismo legalistico di sinistra, e del giustizialismo guercio dell’ex area grillina pappata dal grande Giuseppi..

Il Coletta-pensiero prima che il Pm ci avesse escluso dal suo mondo, non aperto – evidentemente – all’accoglienza di certi clandestini come noi…

E i giudici costituzionali come definirli se non dei venduti al soffiar dei venti” fino al punto di accertare e definire che anche una femmina, che non ha partorito, può definirsi legittimamente madre (intenzionale, tuttavia) e ottenere, perfino, il congedo per… paternità?

Italiani che tacciono per amor di quieto vivere, attualmente sul barbecue della spiaggia sotto i raggi del sole! Se è padre anche uno che non ha il pipi inseminator, c’è il rischio concreto che Bonelli, Fratoianni, la Schlein o chicche-e-sia – come diceva Totò – possa «sentirsi intenzionalmente dio» e chiedervi gentilmente di gettarvi nel cratere dell’Etna in eruzione. Lo stanno già facendo tutti gli adoratori della dea Giustizia-Cosanostra quando agiscono allo stesso modo di certi brillanti geni di magistrati e giudici di Pistoja.

Noi di Linea Libera dobbiamo ringraziare questi impareggiabili puri spiriti angelici che, col farci illegalmente chiudere a lor piacere, hanno finito per – l’accendi&spegni fa male alle lampadine! – turbare gli equilibri delicati del nostro archivio informatico dei testi che, per rimanere in linea, ha dovuto rinunciare a numerose foto.

Cercheremo di rimediare il prima possibile, ma il lavoro non è geniale e risolutivo, immediato come certe sentenze decise dai nostri padroni…

E l’accogliente Curreli, oggi dove sarà? In pellegrinaggio al santuario della Madonna delle Grazie di Valdibrana…?

Non è, però, perso nulla. C’è tutto. Perché noi – contrariamente a Claudio Curreli, rovina di padre Fedele Bisceglia – manteniamo sempre copia e memoria di ciò che diciamo, mentre facciamo cronaca e, quindi, storia.

Noi non siamo né bravi, né santi, né giusti, né puri come chi danneggia i cittadini, e agisce da impunito (protetto da colleghi pronti a stingere la disonestà dei magistrati), continuando a farlo con una indicibile faccia degna di bibliche lapidazioni; servendo il cittadino, suo datore di lavoro taglieggiato dalle tasse, «con indisciplina e disonore».

E con un muso da cane spudorato per come ci è descritto da Omero nell’Iliade..

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


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