diocesi. MONSIGNOR TARDELLI ANNUNCIA LA RINUNCIA: “UNA SCELTA PER IL BENE DELLA CHIESA”

Accolta dal Vaticano la decisione del vescovo di Pistoia e Pescia: resterà in carica fino alla nomina del successore

Monsignor Fausto Tardelli

PISTOIA —PESCIA. [a.b.] Una notizia attesa, ma comunque significativa per le Chiese di Pistoia e di Pescia. Questa mattina, durante un incontro con il clero nella curia vescovile e in diretta sul canale YouTube della Diocesi, monsignor Fausto Tardelli ha annunciato ufficialmente che la Nunziatura Apostolica ha accettato la sua rinuncia all’incarico episcopale nelle due diocesi.

«Ho ricevuto la lettera del Nunzio Apostolico che dichiara l’accettazione da parte del Santo Padre della mia rinuncia alle diocesi di Pistoia e di Pescia», ha spiegato il vescovo ai sacerdoti e ai collaboratori pastorali riuniti per l’occasione.

L’accettazione è avvenuta “nunc pro tunc”, formula latina che significa “ora per allora”: la rinuncia è già stata accolta, ma diventerà effettiva solo al momento della nomina del successore. Fino ad allora, Tardelli continuerà a esercitare pienamente il suo ministero episcopale.

«Rimango in carica a tutti gli effetti – ha precisato – senza alcuna diminuzione di potestà, fino all’annuncio del nuovo vescovo».

Una decisione anticipata e maturata nel discernimento

Solitamente, la richiesta di dimissioni viene presentata al compimento dei 75 anni, che per Tardelli cadranno il 5 gennaio 2026. Tuttavia, il presule ha scelto di anticipare i tempi: «Ho presentato la lettera di rinuncia al Santo Padre lo scorso luglio, alcuni mesi prima del limite canonico. È una decisione maturata per motivi personali e pastorali».

La Cattedrale di San Zeno

Tra le motivazioni personali, il vescovo ha citato il peso crescente del doppio incarico dopo l’unificazione “in persona episcopi” delle diocesi di Pistoia e Pescia. «È stato un servizio intenso e bello – ha detto –, ma anche molto impegnativo dal punto di vista umano e organizzativo».

Non ha nascosto poi il peso della vicenda di Vicofaro, la parrocchia pistoiese divenuta simbolo delle tensioni legate all’accoglienza dei migranti. «È una realtà che mi ha profondamente segnato – ha confidato –. Non voglio fare la vittima, ma è innegabile che questa esperienza abbia inciso sulla mia vita e sul mio ministero».

“Serve un vescovo nuovo per un cammino nuovo”

Al di là delle motivazioni personali, Tardelli ha voluto sottolineare la radice pastorale della sua scelta: «La Chiesa, a tutti i livelli, sta vivendo un importante cammino sinodale che ora entra nella fase attuativa. Mi è sembrato giusto che questo nuovo percorso fosse guidato da un vescovo capace di portarlo avanti dall’inizio, con energie rinnovate e uno sguardo fresco».

La Cattedrale di Pescia

«La mia – ha aggiunto – è una decisione che nasce dal desiderio di servire la Chiesa, non da stanchezza o disaffezione».

Uno sguardo al futuro delle diocesi

Il futuro assetto delle diocesi di Pistoia e Pescia resta aperto. «Non so dirvi quale sarà la soluzione – ha spiegato il vescovo –. Si potrà continuare con la formula dell’unione “in persona episcopi”, renderla definitiva o, eventualmente, accorpare Pescia a un’altra diocesi, come Lucca. Non è escluso neppure un ritorno alla piena separazione».

Sui tempi della nomina del successore, Tardelli ha ammesso di non avere certezze: «Potrebbero volerci settimane o mesi, dipende dai tempi della Santa Sede».

Un invito alla preghiera e alla fiducia

«Inizia ora un tempo di preghiera – ha detto –. Chiediamo al Signore di donare alle nostre diocesi un vescovo secondo il Suo cuore, capace di guidarle e amarle».

Per accompagnare spiritualmente questo periodo, mons. Tardelli ha disposto che domenica prossima, XXX del Tempo Ordinario, in tutte le parrocchie venga utilizzato il formulario “Pro eligendo Episcopo” — preghiere del Messale Romano per invocare lo Spirito Santo nella scelta di un nuovo pastore.

«Sia questa – ha concluso – un’occasione per pregare insieme, come popolo di Dio, affinché il Santo Padre scelga la persona più giusta e adatta a guidare le diocesi di Pistoia e Pescia».

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