CISL Scuola Toscana Nord: “Scelte di buon senso per Pescia, preoccupano invece gli accorpamenti a Monsummano”

PISTOIA. La CISL Scuola Toscana Nord, rappresentata dal Segretario Generale Gian Michele Mostardini, ha preso parte ai lavori della Conferenza zonale dei Sindaci della Valdinievole e, al termine dell’incontro, ha voluto esprimere con chiarezza la propria posizione sul tema del dimensionamento scolastico.
Il voto contrario all’accorpamento tra l’Istituto Agrario “Anzilotti” e il Liceo “Lorenzini” di Pescia rappresenta, secondo il sindacato, “un segnale importante inviato alla Regione Toscana, accolto con grande soddisfazione”.
Secondo Mostardini, la decisione è frutto di “buon senso e rispetto per due scuole di valore, ciascuna con una propria identità formativa, culturale e territoriale”. Unire queste realtà, prosegue, “avrebbe significato creare un istituto snaturato, probabilmente ingestibile e privo di coerenza didattico-progettuale”.
CISL Scuola Toscana Nord condivide pienamente la voce del territorio, che si è espressa in modo netto anche contro l’accorpamento dei due Istituti Comprensivi di Pescia, una scelta che tutela “la prossimità educativa e la rappresentanza delle comunità scolastiche locali”.
Diversa, invece, la valutazione sull’accorpamento dei due Istituti Comprensivi di Monsummano Terme, che suscita “forte preoccupazione e contrarietà”.
“L’esperienza insegna – sottolinea Mostardini – che realtà così grandi finiscono per diventare spersonalizzate, difficili da gestire e lontane da un’idea di scuola capace di valorizzare le peculiarità del territorio. La scuola, per essere efficace, deve restare vicina alle persone, alle famiglie e ai ragazzi”.
Per quanto riguarda i territori di Larciano e Lamporecchio, pur nella contrarietà di principio a ogni fusione, il sindacato auspica che “possa emergere un equilibrio reale tra le comunità, evitando squilibri e dispersioni di risorse e identità”.
Nel merito complessivo, CISL Scuola Toscana Nord conferma la netta opposizione a ogni logica di dimensionamento, fusione o accorpamento.
“Si tratta di operazioni che non rafforzano la rete scolastica, ma la impoveriscono – afferma Mostardini –. Ogni accorpamento genera istituti più grandi, meno rappresentativi, meno gestibili e meno radicati nelle comunità che dovrebbero servire”.
Il Segretario Generale ribadisce inoltre un principio fondamentale: “Il risparmio non si ottiene togliendo tre dirigenze scolastiche. Il valore della scuola non si misura in termini di bilancio, ma nella qualità dell’educazione, nella sicurezza dei percorsi formativi e nella presenza capillare sul territorio. Ridurre significa indebolire, non razionalizzare”.
A ciò si aggiunge la scarsa consultazione preliminare del mondo della scuola e delle organizzazioni sindacali, un aspetto che la CISL giudica grave: “La politica avrebbe dovuto ascoltare prima di deliberare. Chi vive ogni giorno la scuola conosce difficoltà, equilibri e realtà che nessun dato numerico può restituire. Ignorare questo patrimonio di conoscenza rischia di produrre decisioni miopi e dannose”.
In conclusione, la posizione del sindacato è netta:
“Questi dimensionamenti non migliorano la qualità del servizio, non risolvono i problemi organizzativi e non avvicinano la scuola ai cittadini. La politica deve rispettare la scuola, riconoscerne il ruolo pubblico, civile e sociale, e non piegarla a logiche amministrative o contabili”.
La CISL Scuola Toscana Nord attende ora le determinazioni della Regione Toscana a seguito della delibera della Conferenza zonale, con l’auspicio che si tenga conto della chiara indicazione espressa dal territorio, in particolare per quanto riguarda l’Istituto Agrario “Anzilotti”.
“La scuola – conclude Mostardini – merita scelte ponderate, condivise e rispettose della sua funzione educativa e democratica.”













