Romana Bonacchi fu uccisa nel 1996 nella sua villa in via Ceccarelli: indagini riaperte, ma il killer non ha ancora un nome

QUARRATA. [a.b.] A quasi trent’anni dall’omicidio, il delitto di Romana Bonacchi continua a essere uno dei cold case più inquietanti della provincia di Pistoia. Era il 9 febbraio 1996 quando la donna, 55 anni, venne brutalmente assassinata nella sua abitazione di Ferruccia, frazione di Quarrata. Una morte violenta, segnata da 27 coltellate, che ancora oggi non ha trovato giustizia.
Il corpo di Romana Bonacchi fu scoperto la mattina successiva dai vigili del fuoco, allertati dopo che la donna non rispondeva al telefono e non si era presentata a un appuntamento. La scena che si presentò agli investigatori fu da subito sconvolgente: la vittima era stata prima colpita alla testa con una bottiglia e poi accoltellata ripetutamente con un coltello da cucina. Un’aggressione feroce, che lasciava intuire un movente personale.
Uno degli elementi più enigmatici emersi fin dalle prime ore fu la porta di casa chiusa dall’interno, particolare che portò gli inquirenti a ritenere che Romana avesse aperto volontariamente al suo assassino. Nessun segno di effrazione, nessuna rapina vera e propria: gioielli e oggetti di valore rimasero al loro posto. Un dettaglio che rafforzò l’ipotesi di un delitto maturato in un contesto di conoscenza o fiducia.
Nonostante le indagini avviate all’epoca, il caso venne progressivamente archiviato. Per anni, il nome di Romana Bonacchi è rimasto legato a un fascicolo senza colpevoli, simbolo di un crimine rimasto impunito. Solo nel 2020, la Procura di Pistoia ha deciso di riaprire ufficialmente le indagini, riportando alla luce reperti e testimonianze.
Al centro della nuova attività investigativa ci sono le analisi genetiche: tra i reperti conservati figurano tracce biologiche e una ciocca di capelli trovata nella mano della vittima, elementi che oggi possono essere esaminati con tecniche scientifiche impensabili negli anni Novanta. Carabinieri e specialisti hanno inoltre riascoltato persone che conoscevano Romana, nel tentativo di ricostruirne relazioni e abitudini.
Al momento, però, non sono emersi nomi né indagati ufficiali. Il caso resta aperto, sospeso tra passato e presente, in attesa che un dettaglio – forse proprio il DNA – possa rompere il silenzio che dura da decenni.
Il delitto di Ferruccia continua così a interrogare investigatori e comunità locale: chi ha ucciso Romana Bonacchi, e perché?
Una domanda che, a distanza di trent’anni, attende ancora una risposta.






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