Venerdì 9 maggio, ore 17, per chi non si vergogna e non intende nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, in Sala Maggiore, a Palazzo di Giano, si parlerà della necessità di riformare una giustizia che fa acqua da ogni parte, non perché errata, ma perché gestita come “cosa propria e personale” da una serie di magistrati che non sembrano garantire terzietà, imparzialità, indipendenza in una materia in grado di rovinare la vita dei cittadini

LA GIUSTIZIA SI AMMINISTRA
IN NOME DEL POPOLO
E NON CONTRO DI ESSO
Sembra di leggere San Martino del Carso di Ungaretti, specie nella parte finale, dove non manca nessuna croce.
E sembra che quel pensiero delle croci che non mancano, sia quello di uno dei tanti cittadini perseguitati e vittime del tribunale di Pistoja. Dove iniziano delle vere e proprie via crucis per chi non ha santi in Anm e in Csm. O non ha, anche, più semplicemente, una qualche «prossimità sociale» di quelle che al Pm Coletta “fanno un vero e proprio baffo”.
Dobbiamo ascoltare quello che dicono i nostri sussiegosi padroni? O dobbiamo farci un’idea, da noi, in piena indipendenza, dando un giudizio complessivo sull’operato di alcuni di questi nobili vescovi-conte dell’Anm?
In 5 anni 5 (e più) di presentazione di prove documentali, cosa mi sono personalmente guadagnato? Una bella corona di spine da 104 giorni di arresti domiciliari perché:
- per Claudio Curreli, che sa cantare benissimo al karaoke della Caritas del Tempio, e piantare gli alberini di Falcone e Caponnetto, ma non sa leggere, scrivere e fare di conto, io sono uno stalker di un pregiato Ctu del tribunale di Pistoja (il ragionier falso-dottor Romolo Perrozzi), che è un favorito dai corrotti amministratori e dipendenti del Comune di Quarrata. E inoltre è un calunniatore dimostrato per tabulas;
- per Giuseppe Grieco, che non distingue la materia pubblicistica da quella privatistica e che ormai non imparerà più la differenza, se due imbecilli di anziani tagliano i tubi dell’acquedotto di mia figlia e la lasciano 8 giorni senz’acqua, non siamo dinanzi a una violenza privata, ma a un gesto di cortesia da parte di persone che hanno avuto la grazia di falsi condoni dal geometra Franco Fabbri, una schifezza umana nazionale protetta, purtroppo, anche dalla procura di Pistoia;
- sempre per lo stesso Grieco, se i soliti due vecchi coglioni patentati – amici in combutta e in ipotesi di associazione per delinquere con il Ctu falso dottor Perrozzi – mi impediscono di partire con l’auto, e fanno intervenire i vigili del corrotto Comune di Quarrata, non è violenza privata, ma è semplicemente una brioscia e un cappuccino offerti alla Pineta, dove il Mazzanti (un altro analfabeta) giocava a burraco a pomeriggi interi.E tenete anche presente che Grieco secreta tutto, impedisce l’accesso a tutto, e nasconde tutto. Se questa è giustizia trasparente, fate vobis!
- per Tom Col, che è al corrente (ma tace) di tutti i porcaj del Comune di Quarrata, di quelli di Agliana e Montale, e non muove Boccia, l’obbligatorietà dell’azione penale, non inizia neppure e resta in saccoccia. Questo sia detto per la dottoressa Giulia Gargiulo, figurante di una Marianne française sulle barricate della liberté, egalité, fraternité, fregalité;
- per la Gip Martucci, se le chiedi un aggravamento delle pene, s’intravedono sùbito i gravi indizi su allucinati/allucinanti febbroni notturni da Curreli che karaoka la Marsigliese, e lei t’arresta sùbito per 104 giorni senza neppur sapere cosa ti ha imposto; e tutti zitti d’amore e d’accordo;
- per Luca Gaspari, pur di non avere problemi e di poter contare su un trasferimento senza intoppi, la condanna è assicurata anche a Topolino e al Commissario Basettoni, tanto son cavoli “sua di loro”; così Luca «dà un cerchio alla botte e un colpo al tino», espressione la cui forma non è un errore, ma la mera rappresentazione logico-ontologica di quella che è la giustizia a Pistoja…

Così la città dei ladri in cattedrale avanza sulla strada delle buone intenzioni con cui si lastricano le vie dell’inferno.
Cosa c’è da aspettarsi di più e di meglio da gente che esalta la Costituzione e le sue regole inviolabili, ma combina macelli come li combinarono i buoni cattolici di Roma contro i poveri albigesi?
Pistoja cos’è, allora? Un morto vivente, tenuto in vita, per accanimento terapeutico, perché è un corpo inerte su cui sperimentare, come a Wuhan, i magistrati-supervirus che né CSM né ANM vogliono punire come si deve per le loro colpe più o meno inconfessabili? Sembra di sì.
Trump dichiara di voler riaprire Alcatraz per i peggiori delinquenti d’America. La notizia è di questi giorni.
L’Italia democratica e antifascista ha saputo fare di più e meglio meglio. Ha fatto, di Pistoja fascista, creata provincia dal duce, il campo profughi dell’accordo Meloni-Rama, sempre ininterrottamente aperto per aver un Alcatraz dove mandare al confino i suoi uomini più disonorevoli.
Che però, pur tradendo l’art. 54 della Costituzione, ce la sventolano in piazza sotto il naso come se davvero fossimo scemi, ottusi e incapaci di individuare e di distinguere i degni dagli indegni; i giusti dai prevaricatori.
E i veri santi dai falsi profeti di cui siamo inondati.
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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