E insieme a lui dovrebbero ricominciare da capo almeno tre quarti dei magistrati della procura di Coletta, insieme a diversi giudici penali, che in aula mostrano pressappochismo e nessun rispetto nei confronti dei cittadini. I quali, pagando loro lo stipendio, sono anche datori di lavoro, cui sarebbe dovuta una lealtà che non di rado risulta ignota

SE LA GIUSTIZIA NON GETTA VIA
LE SUE “MELE MARCE”
NON PUÒ PIANGERE DICENDO
CHE VIENE DELEGITTIMATA
Osservate bene la carta che segue. E qualcuno mi spieghi che cosa sono i tratteggi evidenziati in verde sulle mappe catastali allegate al contratto di acquisto del famoso perseguitato (secondo Curreli & C.) ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, residente in via di Lecceto 1 a Montorio, terra di sindaci duri e coriacei come la corteccia delle sughere con cui si fanno i sugheri per il Chianti e non solo.

Qualcuno mi faccia capire perché il Comune di Quarrata abbia pagato, e continui a pagare, milionate di euro di stipendi per dirigenti e funzionari come quelli di cui si serve per favorire i cittadini di prima classe, come appunto il Perrozzi, caro anche a Curreli & C..
Tutta gente (quella che lavora negli uffici di Tanacca-Baby Romy) che, all’apparenza, non sembra capire un cazzo; ma che, probabilmente, “s’appasta bene similis cum similibus”, e trova anche la sponda serena e confortante di magistrati che, invece di stare seduti in ufficio a leggere, siccome non sanno farlo, incaricano altri di impasticciare le carte e, magari, fanno arrestare gente come me, perché io sto sulle palle ai loro stra-favoriti/protetti sempre pronti ad adattarsi a servire come dei veri culilingui doc.
A casa mia – e non dico nel Regno di Sardegna – il tratteggio sulle mappe catastali indica un tracciato viario. E questo tratteggio fa parte di quell’impianto del catasto di Pistoia, che non può essere né ignorato né superato in alcun modo da nessuno: neppure da un falso dottore come il Perrozzi, il vero stalker seriale del poggio di Lecceto.
Con che còre il Curreli mi perseguita, lui che non solo non legge, ma non sa leggere e soprattutto, non vuole vedere che il Perrozzi (e in ciò ha perfino convinto la Gip Martucci, il giudice Gaspari, la Contesini, la Gambassi, la Serranti e Tom Col) è, com’è? E cioè un favorito a partire dalla sindaca inutile Sabrina Sergio Gori, per passare al semianalfabeta Mazzanti, e al Baby Romy pigia-bottone, sempre in fascia tricolore, anche solo per inaugurare un negozio di puzzolenti bacocci per uccelli.

Né il Gelli, ruffiano del Mazzanti e da lui sistemato al Comune di Quarrata solo perché impóstogli dal cognato senatore Pd, Dario Parrini (180 mila euro all’anno per coprire e far coprire di cacca il nostro territorio collinare); né il culilinguo Marco Bai, svergognato favoreggiatore del Mazzanti e dell’assessore abusivista Simone Niccolai, hanno saputo vedere la realtà dei fatti: che il favorito/favoreggiato Perrozzi ha chiuso, illecitamente, tre strade vicinali-interpoderali a vincolo di intangibilità e due piazzole di sosta e di svincolo, sistemate su fondi serventi della Via Vicinale di Lecceto e/o Bindino.
Non hanno neppur saputo vedere che sul tratteggio verde verso Nord (particelle fondi serventi nn. 422 e 430, ci sono 4 residenti fissi del Comune di Quarrata: e che, quindi, anche se sulle carte igieniche in uso agli uffici tecnici quarratini per nettarsi, non c’erano tracciate strade, le strade comunque c’erano per forza. E se non c’erano le avevano cancellate loro: i corrotti del Comune del depuratore di cacca di via Brunelleschi. Ovviamente perché i non-dottori come il ragionier Ctu del Curreli, sono come Allah: grandi, buoni, santi e giusti.
Tutta questa storia mette in luce alla perfezione, e senza possibilità di poter essere contestata e opposta, la sostanza della nostra pubblica amministrazione, dei nostri politici e dei nostri magistrati.

Che strillano di venire ogni giorno delegittimati e fanno bene perché sanno perfettamente che è vero.
Ma solo perché molti di loro, vere e proprie mele marce, fanno marcire anche le mele buone, comportandosi contrariamente a quanto previsto dall’art. 54 della Costituzione che non conoscono e non vogliono riconoscere: cioè «con indisciplina e disonore». A causa di ciò, le mele vizze e ammuffite offrono, ogni giorno, uno spettacolo da Circo Togni.
Mentre, purtroppo, il piacere del quieto vivere della maggioranza silenziosa dei magistrati che non vogliono grane, concede loro, quattrini, vagabondaggine e impunità garantita.
Ho forse sbagliato, dottor Curreli e gentile dottoressa Gargiulo?
Edoardo Bianchini
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