È chiaro che il Terzo Piano di Palazzo Pretorio a Pistoia è una sabbia mobile, una poltiglia che ingoia. Tutto quello che dovrebbe essere difeso, si intende. Mentre le «prossimità sociali» possono camminare spedite e con i piedi all’asciutto

NORDIO, QUANTO DOVREMO ASPETTARE
PER VEDERE GLI ISPETTORI A PISTOIA?

L’Anm della signora Gargiulo scende in piazza il 27 febbraio scorso e, con una Costituzione in mano, rivendica il diritto a tutte le guarentigie dei magistrati. E si vede come funziona la giustizia.
Già offende il popolo lavoratore osservare che il terzo potere dello stato sia diventato il primo; si sia appropriato dell’arbitrio di decidere che il popolo debba solo obbedire; che loro abbiano il diritto di fare quello che credono e vogliono secondo il loro punto di vista creativo.
Ma esistono magistrati seri? Questa la domanda inquieta.
E la risposta è sì. Ma bastano poche melacce marce nel cesto della Val di Non, per vedere quanti vili poi ci sono in circolo che s’inchinano a quattro caproni puteolenti, pur di non aver problemi.
Sono i mafiosi che tacciono – gli ominicchi pigliainculo e quaquaraquà di Sciascia – che rendono più forte e attiva la cupola dell’oppressione giudiziaria, mentre magistrati pseudo-santi, come certi caporioni di Pistoia, ci danno lezioni da pulpiti di carta perlopiù igienica. E non di rado già usata, indecente e stracciata.
Combatto da oltre cinque anni per far capire che il Comune di Quarrata è corrotto; che esso procede non di rado per atti e documenti falsi; che vende o ha venduto condoni, permessi, licenze; che certi suoi amministratori hanno la coscienza più nera del carbone…
E che succede? Mi ritrovo ancora dinanzi quattro cretini, più vari altri, che, a Lecceto – il regno del Marchese di Pescina, ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, pregiato Ctu del tribunale pistoiese – si possono permettere, con garanzia di impunità, di segare l’acquedotto; di mettere una farfalla che apre e chiude il flusso dell’acqua; di togliere e dare, a loro piacimento, H2O a chi è collegato con l’erogazione del prezioso liquido.
Due di questi cretini, affiliati alla loggia-Perrozzi, sono particolarmente fortunati. Sono due vecchietti creativi (stronzi come chissà chi e pure delinquenti, ma protetti da Romolo, primo re di Roma).

Prima hanno acquistato “a pago” il certificato di condono dal geometra comunale mafioso Franco Fabbri; poi, con le male influenze del ragioniere che si spacciava dottore, ma che è protetto dalla piramide della procura, hanno adulterato l’ambiente per quanto adulterabile; in séguito hanno pure segato l’acquedotto e interrotto un servizio pubblico: solo perché, grazie alle buone influenze del don Marchese di Pescina, e alla mala giustizia di magistrati infedeli (ovviamente con l’avallo dei democratici del corrottissimo Comune di Quarrata) possono permettersi di perseguitare chi vogliono.
Cara Giulia Gargiulo… Non venga a parlarci di Costituzione. Lei non sa neppure cos’è. O, se lo sapesse davvero, appena prende in mano il fascicolo sgualcito che sventolava a febbraio, farebbe la fine che toccava agli ebrei che giravano intorno all’arca dell’alleanza.
Una razzata da cherubini e un mucchietto di cenere per terra!
Edoardo Bianchini
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