corruzione a palazzo di giustizia 23. BASTANO QUATTRO SCEMI CARI ALLA PROCURA E IL RESTO PUÒ ANCHE ANDARE “A MORÌ AMMAZZATO”


È chiaro che il Terzo Piano di Palazzo Pretorio a Pistoia è una sabbia mobile, una poltiglia che ingoia. Tutto quello che dovrebbe essere difeso, si intende. Mentre le «prossimità sociali» possono camminare spedite e con i piedi all’asciutto


Sono in diversi a rompere i testicoli. E continuano a farlo con il costruttivo aiuto dei magistrati pistoiesi. Lo stanno facendo da 30 anni. Ma un’ipotesi di associazione per delinquere no, Curreli che ti inventi lo stalking giornalistico…? O sei dalla loro parte anche tu perché scrivo che il tuo karaoke è ridicolo?

NORDIO, QUANTO DOVREMO ASPETTARE

PER VEDERE GLI ISPETTORI A PISTOIA?


Giuseppe Grieco li ha già graziati due volte. Non sono un po’ troppe?

 

L’Anm della signora Gargiulo scende in piazza il 27 febbraio scorso e, con una Costituzione in mano, rivendica il diritto a tutte le guarentigie dei magistrati. E si vede come funziona la giustizia.

Già offende il popolo lavoratore osservare che il terzo potere dello stato sia diventato il primo; si sia appropriato dell’arbitrio di decidere che il popolo debba solo obbedire; che loro abbiano il diritto di fare quello che credono e vogliono secondo il loro punto di vista creativo.

Ma esistono magistrati seri? Questa la domanda inquieta.

E la risposta è sì. Ma bastano poche melacce marce nel cesto della Val di Non, per vedere quanti vili poi ci sono in circolo che s’inchinano a quattro caproni puteolenti, pur di non aver problemi.

Sono i mafiosi che tacciono – gli ominicchi pigliainculo e quaquaraquà di Sciascia – che rendono più forte e attiva la cupola dell’oppressione giudiziaria, mentre magistrati pseudo-santi, come certi caporioni di Pistoia, ci danno lezioni da pulpiti di carta perlopiù igienica. E non di rado già usata, indecente e stracciata.

Combatto da oltre cinque anni per far capire che il Comune di Quarrata è corrotto; che esso procede non di rado per atti e documenti falsi; che vende o ha venduto condoni, permessi, licenze; che certi suoi amministratori hanno la coscienza più nera del carbone…

E che succede? Mi ritrovo ancora dinanzi quattro cretini, più vari altri, che, a Lecceto – il regno del Marchese di Pescina, ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, pregiato Ctu del tribunale pistoiese – si possono permettere, con garanzia di impunità, di segare l’acquedotto; di mettere una farfalla che apre e chiude il flusso dell’acqua; di togliere e dare, a loro piacimento, H2O a chi è collegato con l’erogazione del prezioso liquido.

Due di questi cretini, affiliati alla loggia-Perrozzi, sono particolarmente fortunati. Sono due vecchietti creativi (stronzi come chissà chi e pure delinquenti, ma protetti da Romolo, primo re di Roma).

In Italia comanda il Marchese del Grillo

Prima hanno acquistato “a pago” il certificato di condono dal geometra comunale mafioso Franco Fabbri; poi, con le male influenze del ragioniere che si spacciava dottore, ma che è protetto dalla piramide della procura, hanno adulterato l’ambiente per quanto adulterabile; in séguito hanno pure segato l’acquedotto e interrotto un servizio pubblico: solo perché, grazie alle buone influenze del don Marchese di Pescina, e alla mala giustizia di magistrati infedeli (ovviamente con l’avallo dei democratici del corrottissimo Comune di Quarrata) possono permettersi di perseguitare chi vogliono.

Cara Giulia Gargiulo… Non venga a parlarci di Costituzione. Lei non sa neppure cos’è. O, se lo sapesse davvero, appena prende in mano il fascicolo sgualcito che sventolava a febbraio, farebbe la fine che toccava agli ebrei che giravano intorno all’arca dell’alleanza.

Una razzata da cherubini e un mucchietto di cenere per terra!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


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