corruzione a palazzo di giustizia 11. COME FRA TUTTI (PROCURA E CARABINIERI) HANNO FALSIFICATO LA REALTÀ SCONCIA DEI FATTI E DEGLI PSEUDO-DIRITTI DEL RAGIONIER NON-DOTTOR ROMOLO PERROZZI, IL CTU “PROTÉGÉ” DEL COMUNE DI QUARRATA E DEL TRIBUNALE


«Alla fine i fatti parlano da soli» sosteneva un amico avvocato che ebbe il tempo di vedere e valutare certi documenti di cui l’ufficio di Coletta e il giudice Gaspari si sono lietamente «impipati». Un ulteriore prova della necessità di separare le carriere togliendo agli inquisitori i superpoteri che non di rado adoperano per portare avanti il bene non del cittadino, ma delle loro «prossimità sociali»…


Fuggite pure dove volete: la verità viene sempre a galla e non ci se ne libera mai!

AVETE AVUTO IN MANO TUTTE LE CARTE

MA AVETE DECISO DI FAVORIRE IL NON-DOTT.


La dottoressa Gargiulo ci vuole convincere che esiste sia la terzietà che l’imparzialità. Ma la sua narrazione è depistante e non vera

 

Vivremo pure in un regime giudiziario da dottoressa Giulia Gargiulo, che sventola la Costituzione come un cuoco il suo mestolo di legno sopra le pentole del sugo che bolle. Ma, personalmente, permettetemi di non crederci affatto e di essere assolutamente allarmato. Se non altro perché, nel chiedere il mio, mi sono dovuto ingoiare 104 giorni di indecenti arresti domiciliari comminati da una disattenta Patrizia Martucci.

Ci credo che nessuno dei signori magistrati e giudici pistojesi abbia avuto il coraggio di rispondere alla chiamata sul convegno indirizzato sul binario della divisione delle carriere; quello, per intenderci, svoltosi a Villa Cappugi venerdì 9 maggio scorso!

Perché la sconcia amministrazione del democratico Alessandro Tomasi, prima ci ha fatto credere che ci sarebbe stata concessa la Sala Maggiore e che tutto andava bene; poi, all’ultimo istante, grazie alla nullità umano-politica del suo gabinetto, in senso proprio e figurato, sotto le pressioni delle forze politiche e giurisdizionali, e financo dei giornalisti (?) ligi&bigi, ha fatto dietrofront rinnovando (anche loro e soprattutto loro che sono fratellini d’Italia) il tradimento in nome del quale, ancor oggi, la Von der Leyen, nazi-europea, sottende la sua avversione nei confronti degli italici traditori degli accordi. La storia non è acqua e non è neppure prise-de-cul stile Anm-Csm.

La vera storia (titolo anche di un famoso antico romanzo greco) ve la racconto in altro momento. Per ora mi riallaccio al modus operandi di quel luminoso esempio di “obbligatorietà dell’azione penale” rappresentato – lo sapete fin troppo bene – dal nostro beneamato Tommaso Coletta che rispose al luogotenente GdF Daniele Cappelli che lui “le sorelle del suo capo” non le intercettava. Bene, bravo, grazie, prego! dal Nerone di Ettore Petrolini.

Noi crederemo alla giustizia e a certi suoi uomini solo quando ne vedremo i buoni frutti

Claudio Curreli poi, altro esempio di fulgido magistrato pericoloso, mi ha fatto rinviare a giudizio; arrestare dalla Gip Martucci (smentita dal Riesame di Firenze) e condannare da un Gaspari bisognoso (insieme alla Martucci stessa) del visto procurale necessario per scappare a Firenze (prima gli interessi personali e dopo il dovere…), onde liberarsi dai ricatti della procura stessa. Di questo si è parlato, anche, a Villa Cappugi: dei ricatti di Anm e procure…

La procura ne è a conoscenza, ma sostiene Pereira… 1

«Spero, Promitto e Iuro vogliono l’infinito futuro» asseriva (falsamente, però) il latino che l’avvocata Elena Giunti, prònuba del non-dottor Perrozzi, ignora da sempre.

E il futuro, prima o poi, arriva sempre come arrivò anche per i tanto temuti fascisti; come per gli czar stile-Putin, o i coglioni come Zelensky o gli stupidi come Marcon o i neo-nazi come i tedeschi dell’Ursula che salva la Germania riarmandola.

Non solo il Perrozzi è stato sempre un favorito-favoreggiato dalla schiuma indecente del Comune di Quarrata (altrimenti la procura, in quarant’anni, avrebbe fatto arrestare tutti i geometri dell’Utc, a iniziare da uno sconcio Franco Fabbri), ma lo è stato anche (favorito-favoreggiato) dal pessimo Curreli, una vera e propria “coccarda del disonore” ex art. 54 della Costituzione, sia per ciò che fece a Padre Fedele Bisceglia, sia per quanto ha continuato a fare, fino ad oggi, a Pistoja. Dove fu inviato in punizione da un Csm in mano alla Anm con ogni potere di ricatto. Riferisco quanto è stato detto a Villa Cappugi.

Il peggio di questa democrazia da dottoressa Gargiulo, come al solito, tocca ai cittadini. A quegli stessi ai quali la rappresentante della Anm, coccarda-a-destra, ricorda che – come nel Candido di Voltaire, il mondo è il migliore possibile – nel regno di Pistoja la giustizia è fulgido esempio della migliore Thèmis del mondo. Anzi, del cosmo.

Non so, e non voglio sapere, i motivi sottesi a tanta protezione e sostegno per un ragionier Perrozzi che si dichiarava dottore senza esserlo. Da cosa discende questo impudìco favore da parte del Comune di Quarrata e della Procura di Pistoja. Mi limito a dare le prove della realtà storica dei fatti aldilà e al di sopra dell’uso-abuso di potere. Ma le cose sono evidenti di per sé per come sono state spinte sulla strada sbagliata delle indagini manipolate da procura e carabinieri.

Chiamati tutti a verificare se i titoli costruttorio-edilizi dal ragionier non-dottore, Ctu del tribunale, fossero idonei, procura e carabinieri si sono infatti limitati a farsi mettere in mano, da quel ruffiano indecoroso di Iuri Gelli – protetto da Marco Mazzanti, perché a lui imposto da Dario Parrini, ex sindaco di Vinci, senatore del Pd e cognato del Gelli stesso –; chiamati tutti a verificare la regolarità dei titoli del Perrozzi, dicevo, si sono lasciati infinocchiare dalle licenze concesse dai corrotti degli uffici tecnici, di cui non una può restare in piedi.

La procura ne è a conoscenza, ma sostiene Pereira… 2

Ed ecco perché:

  1. Il ragionier non-dottor Ctu Perrozzi ha ottenuto licenze, per grazia di dio e volontà dei geometri, che ledono almeno il 98% dei princìpi e delle regole limitative per l’edilizia in area soggetta a vincoli d’ogni tipo, oltreché quello paesaggistico-ambientale della collina arborata EC2;

  2. Il ragionier non-dottor Ctu Perrozzi ha ottenuto le sue licenze elaborate da studi tecnici in cui lavoravano – alla luce del sole – i geometri stessi del Comune di Quarrata;

  3. Il ragionier non-dottor Ctu Perrozzi ha ottenuto le sue proprio mentre il Comune di Quarrata confermava e approvava le sue precedenti regole urbanistico-costruttorie, con quello che fu il regolamento urbanistico del 2008, mentre era sindaca a famosa nullità della Sabrina Sergio Gori; era assessore all’urbanistica l’oggi preside Luca Gaggioli; era assessore ai lavori pubblici Marco Mazzanti, l’esperto di burraco asceso a segretario provinciale del Pd pistojese. Un vero suLcesso!

  4. E delle concessioni al Perrozzi se n’è occupato anche il geometra Giorgio Innocenti, notoriamente legato allo studio Sassaroli, “testimone di nozze” di varie delle anomalie del Perrozzi…

La procura ne è a conoscenza, ma sostiene Pereira… 3

La procura di Pistoja e il giojoso scout Curreli, che non non ha l’abitudine di verificare niente e ignora il dettato dell’art. 358 cpp, si sono limitati a voler vedere che il Perrozzi aveva i titoli: ma senza esaminare se fossero idonei o, al contrario, fasulli come gran parte di quelli rilasciati dai geometri del Comune di Quarrata, con Franco Fabbri in testa, il quale con i condoni, le autorizzazioni, le licenze, i permessi – lo sanno anche i sassi del lastricato di via Orafi: la procura lo ignora… – s’è fatto ricco e tutti zitti.

Le indagini del Curreli? Vere opere d’arte della Beata Minkia pro-Perrozzi. Le dichiarazioni di Gelli e di Bai? Veri falsi ideologici e vere false testimonianze dinanzi a un Luca Gaspari dormiente in aula. Tutta roba puntualmente documentata e volutamente ignorata: prove per tabulas!

Il risultato? Dio ci scampi da una giustizia tartara di questo genere e da chi (Anm, Csm, procura di Pistoja e di Genova) la protegge e la sorregge. Amen!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana


L’ex-procuratore Roberto Pennisi è stato chiarissimo a Villa Cappugi:
molti magistrati non sanno neppure cosa sia la Costituzione.
Cosa ne pensa la dottoressa Giulia Gargiulo, referente della ANM?


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