Sardi (fdi) presenta un’interrogazione: “Servono atti, controlli e una programmazione vera. Basta rinvii: a pagare sono studenti, famiglie e imprese”

PRATO. Si apre così l’ultimo anno della Presidenza Calamai: con una Provincia che entra nel 2026 senza aver ancora approvato il bilancio di previsione 2026-2028 e con problemi concreti – scuole, manutenzioni, infrastrutture – che continuano a presentarsi nella forma peggiore: quella dell’emergenza.
È vero: il Governo ha concesso una proroga del termine. Ma la proroga non cancella la sostanza politica del tema. Finché il bilancio non è approvato,
l’ente opera con vincoli che riducono la capacità di programmare e di intervenire con continuità: si lavora sull’ordinario, spesso “a dodicesimi”, e tutto ciò che richiede pianificazione diventa più lento, più fragile, più esposto al “si vedrà”. Il risultato è semplice: meno programmazione significa più toppa, più rincorsa, più annunci.
In questo contesto si inserisce il caso del plesso “Rodarino”, dove alcune classi del Gramsci-Keynes hanno denunciato aule fredde e disagi legati al microclima. La Provincia ha diffuso una propria ricostruzione parlando di un guasto circoscritto e di un intervento in corso, affermando anche che, nel frattempo, sarebbero state adottate soluzioni temporanee in grado di garantire continuità. Bene: ora, però, servono atti e certezze, non formule.
“Per questo ho predisposto un’interrogazione – dichiara Giovanni Sardi –. Voglio risposte nette e verificabili: quando è emersa la criticità, quali interventi sono stati disposti, quali tempi certi di ripristino e quali controlli. E se si è ricorso a stufette o soluzioni provvisorie, devono essere chiarite una volta per tutte le condizioni di sicurezza: conformità, certificazioni, verifiche sull’impianto elettrico e riscontri tecnici che provino ciò che è stato dichiarato. Qui non si parla di polemiche: si parla di dignità e tutela degli studenti e del personale”.
Ma il “Rodarino” non è che un episodio. “Negli ultimi anni – continua Sardi – nei mesi invernali il tema del riscaldamento e del microclima torna ciclicamente nelle scuole superiori. Questo pone una domanda politica: esiste una strategia di prevenzione e manutenzione programmata o si continua a intervenire solo quando il problema esplode e finisce sui giornali? Se il fenomeno è ripetitivo, non è più accettabile gestirlo come fosse sempre una sorpresa”.
E c’è poi l’altra grande partita che pesa sul territorio e che fotografa lo stesso schema: le infrastrutture. “La SR325 è l’emblema dell’immobilismo: studi, ipotesi, alternative, tavoli – ma per cittadini e imprese della Val di Bisenzio la realtà quotidiana è fatta di fragilità, tempi lunghi e incertezza. Anche qui serve una scelta politica e una programmazione vera: risorse, cronoprogrammi, priorità e responsabilità. Non basta ‘parlarne’, bisogna decidere”.
“Questo ultimo anno di mandato – conclude Sardi – non può essere l’anno dei comunicati e delle giustificazioni. Deve essere l’anno della trasparenza e della programmazione: bilancio approvato rapidamente, piano manutenzioni verificabile per le scuole, e scelte chiare sulle infrastrutture. Perché quando la politica rinvia, a pagare sono sempre gli stessi: studenti, famiglie, pendolari e imprese”.
Giovanni Sardi – Capogruppo Provincia di Prato












