avvocatura delle liti. IL COMUNE LITIGA, PERDE LE CAUSE E FA PAGARE AI CITTADINI. VA TUTTO BENE CONSIGLIERI DELL’AVVENTO DELLA DESTRA? 1


Solo la Pieri e il Nerozzi non sono d’accordo a una convenzione per l’avvocatura dell’ufficio legale del Comune, gli altri approvano e nessuno si chiede se sono davvero  litigiosi i cittadini o l’amministrazione incapace e irresponsabile che costringe alle liti gli aglianesi, costretti a pagare di tasca loro anche gli avvocati perdenti?


Un Consiglio comunale di incapaci. Si fanno trascinare in giudizio e pensano di salvarsi con l’affidamento esterno del servizio di consulenza legale?

 

AGLIANA. Chi scrive è in parte vittima di una emorragia di ben 7.011 euro pagati dall’amministrazione per resistere all’esibizione di una banale e-mail: un atto di arroganza persecutoria del dispotico Agnellone, insieme al sindaco delle liti e alla segretaria Aveta.

Ma non è ancora finita e la lista è destinata ad allungarsi, perché sono aperte altre controversie dovute alla irresponsabilità dell’amministrazione nella gestione di diverbi o dinieghi (in esercizio di opacità nella gestione dell’accesso atti): così il conto è destinato a salire anche fino a 4 volte. Ve ne parleremo più avanti.

Ha ragione la stampella Nerozzi: il problema non è la convenienza o congruità della spesa del “servizio di avvocatura” presso la Provincia, ma sarebbe – e nessuno neanche Giovanni Iorio lo dirà, dimostrando come gli altri consiglieri tutti, una monumentale incompetenza logico/politica – quello di stabilire le primitive origini delle sciagurate responsabilità dell’avvio di liti improbabili e temerarie, sfidando anche le persone più semplici, in cause pretestuose e costose, oggi come nelle precedenti amministrazioni del tempo rosso con i Soviet.

Come dimenticare il temerario appello in giudizio sulla lite tra il Nesti e il Goduto, per un concorso taroccato (ora si può dire, siamo stati assolti) mai vinto dal primo che ha usurpato il posto dirigenziale per 15 anni e che anche la leghista Milva Pacini decise di archiviare?

Anche su questa vicenda è stato speso un capitale per chiedere il parere all’avv. Mauro Montini (studio Lessona): un parere che spiegava l’ovvio, cioè di provvedere al rispetto del contratto e quindi al licenziamento del Nesti, rimasto lì al suo posto indifferente, protetto da tutti, destre sinistre e Aveta.

Nerozzi è stato l’unico a ricordare ma in modo blando, che l’amministrazione con la quale lui è stato insediato è molto efficiente sì, ma nel causare controversie e farsi trascinare dal Giudice di Pace, al Tar o in Tribunale o al Garante per la Protezione della Privacy: si chieda il risarcimento con delle azioni di responsabilità ai dirigenti incapaci.

Silvia Pieri boccia il servizio di avvocatura, ma non fa niente di più

Giovanni Iorio non potrà dire che non ha visto quello che ha denunciato il Nerozzi
Anche il vicesindaco, sei anni fa, correva sulle nostre pagine per lanciare appelli sulla malagestione dei demokrats che portavano i cittadini a pagare delle liti temerarie e dannose. Oggi è lui, a fare la stessa frittata. 

Non ricordano Luca e il vicesindaco Baroncelli quando erano appaiati a protestare per la costosa litigiosità delle amministrazioni demokrats: volevano cambiare le cose, ma le hanno anche peggiorate! Anche nel caso dell’agente Vilucchi pubblicato su La Nazione di domenica 8 luglio, la lite non è ancora incardinata: si tratta di una sanzione del Garante della Privacy, non di un risarcimento come sembra a una lettura superficiale.

Il sIndaco Benesperi ha ingannato la cittadinanza e il consiglio tutto, ma non il Nerozzi e noi di Linea Libera che abbiamo capito la differenza.

Esiste infatti una delibera di Giunta (approvata anche dal Ciottoli?) che vedrà incardinare una causa a Roma contro l’Autorità Garante, con il coinvolgimento di un avvocato per il Comune (sarà il Prof. Michele Gorga, quello che usa l’aneddoto del metro per diffidare i giornalisti?) e un altro avvocato dello Stato per il Gpdp: tutta gente da pagare con soldi pubblici: ma quello che difende Agliana, non potrà essere dell’Avvocatura della Provincia (che arriverà tra sei mesi) e dunque, dovrà essere pagato a parte.

Ebbene, sia noto che in caso di sconfitta, la sanzione finale sarà da moltiplicare per 4, al fine di pagare i due avvocati; e l’importo sanzionato di 12.000 senza riduzione alla metà, andrà verso i 25.000 euro.

Il viceprefetto Roberto Caiati attende le “deduzioni” dell’Aveta e del sindaco. Ma qui ci vuole un bel commissario prefettizio

Saracinelli non vede nulla: è d’accordo a pagare e zitti. Nerozzi però protesta, ma è troppo dolce…

O non era questa la Giunta della sicurezza e del controllo della buona amministrazione? L’intero consiglio comunale sembra piegato dall’ignavia sugli sprechi storicamente abituali per i cittadini di Agrumia (direbbe la Tiziana Bellini: «S’è sempre fatto così!») e malefatte di giunta.

Oggi, con i consiglieri tutti ciechi e sordi, si prosegue nell’indifferenza e i cittadini pagano le spese legali e i risarcimenti. Il consigliere Camillo Benso Saracinelli ha detto in consiglio che va bene così…

[continua]

A.R.
[alessandroromiti@linealibera.info]


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