Dalla Coppa Nebrun al premio “Una vita per la Montagna”: scompare uno dei volti più autentici e amati dell’Appennino. Il ricordo commosso di Gabriele Bacci e Alessandro Barachini
ABETONE —CUTIGLIANO. [a.b.] Ci sono persone che diventano parte del paesaggio, figure che attraversano decenni di storia locale lasciando un segno profondo nella memoria collettiva. Tra queste c’è Luciano Seghi, per tutti “Lucianino”, abetonese doc e protagonista di una lunga stagione dello sci toscano. La sua scomparsa, avvenuta lunedì 5 gennaio, lascia un vuoto enorme nella comunità dell’Abetone, che lo ricorda come uno dei suoi volti più autentici e generosi.
Il nome di Seghi compare già nelle cronache sportive degli anni Sessanta, quando si affermò come uno degli sciatori più promettenti dell’Appennino. Nel 1963 vinse la Coppa Nebrun, una delle gare simbolo dell’Abetone, entrando nel “libro d’oro” della competizione e contribuendo a costruire quella tradizione sportiva che avrebbe reso la località una delle capitali italiane dello sci alpino.
Ma la storia di Luciano Seghi non si esaurisce sulle piste. Negli anni, il suo impegno per la montagna è proseguito ben oltre l’attività agonistica: presenza costante nelle iniziative locali, memoria storica del territorio, voce autorevole nelle discussioni sulla tutela e la valorizzazione dell’Appennino. Un percorso che nel 2022 è stato riconosciuto pubblicamente con il premio “Una vita per la Montagna”, assegnato durante il Memorial Gaetano Coppi, evento che celebra le personalità che hanno contribuito in modo significativo alla crescita e alla promozione della montagna toscana.
Oggi Seghi è ricordato come un uomo che ha vissuto la montagna in tutte le sue stagioni, testimone di un’epoca in cui lo sci era passione pura, sacrificio, spirito di comunità. Un modo di essere che lui incarnava con naturalezza, diventando un punto di riferimento per generazioni di abetonesi e appassionati.
La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione. Tra i primi a ricordarlo pubblicamente è stato Gabriele Bacci che scrive:
“Caro Luciano, te ne vai come hai sempre vissuto: con la fierezza di chi ha saputo dominare le vette e la semplicità di chi ha fatto dello sport un abbraccio verso la propria comunità. Dalla vittoria della XIIª Coppa Nebrun nel 1963 a ogni singola discesa sulle nostre amate piste, hai portato il nome dell’Abetone nel mondo con eleganza e coraggio. Non sei stato solo un campione nei risultati, ma un esempio di come la passione possa unire le persone e rendere grande una montagna. Oggi le tue nevi ti salutano, ma il tuo ricordo resta qui, tra i boschi e le piste che hai reso leggendarie. Continua a sciare nelle distese del cielo, portando con te il cuore di tutta la tua gente.
Buon viaggio, Campione.”
Alessandro Barachini, ha voluto affidare ai social un pensiero semplice e sincero: “Per ricordare Luciano Seghi, o Lucianino. Un abetonese puro, con un atteggiamento poco provinciale che contraddistingue chi ha vissuto l’Abetone nei tempi passati. Fortunatamente ho avuto il piacere di passare con lui momenti piacevoli, perché Luciano era un uomo piacevole e divertente. Il dispiacere è davvero grande. Un abbraccio a Chiara e Lisa”.
Parole che restituiscono l’immagine di un uomo capace di farsi voler bene, di portare leggerezza e buonumore, di rappresentare quella comunità forte e sincera che ha costruito l’identità dell’Abetone. Una comunità cresciuta tra piste, boschi e stagioni che scandivano la vita del paese, dove la montagna non era solo un luogo, ma un modo di vivere.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo tra i familiari — a cui va l’abbraccio affettuoso di tutta la comunità — ma anche tra coloro che negli anni hanno condiviso con lui momenti di quotidianità, risate, racconti e quella spontaneità che solo chi conosce davvero la montagna sa regalare.
L’Abetone perde un volto familiare, un pezzo della sua memoria viva. Ma il ricordo di Lucianino continuerà a camminare sulle stesse strade che lui ha percorso per una vita intera, tra la neve, il vento e l’affetto di chi non lo dimenticherà.












