A PONTE DELLA VENTURINA LA “LAPIDE CHE NON FU MAI POSTA”

I due Sindaci scoprono la lapide
I due Sindaci scoprono la lapide

SAMBUCA-GRANAGLIONE. Su iniziativa del Gruppo Studi Alta Valle del Reno di Porretta Terme e dell’Accademia Lo Scoltenna di Pievepelago con il patrocinio dei Comuni di Sambuca Pistoiese e Granaglione nel pomeriggio di sabato 12 settembre a Ponte della Venturina si è tenuta una cerimonia con un doppio significato: è stato infatti inaugurato il nuovo parcheggio pubblico di Sambuca Pistoiese (situato in località Ponte della Venturina e finanziato dalla Regione Toscana e dalla Fondazione Cassa di Risparmio) ed è stata installata sul ponte (costruito dopo il 1845), in concomitanza con l’apertura della strada Porrettana, avvenuta dopo il 1864, anno in cui venne inaugurata la linea ferroviaria Bologna-Pistoia, una targa-lapide “che non fu mai posta”.

Ponte della Venturina tutt’oggi è un paese di confine tra Emilia-Romagna e Toscana ma lo è stato anche nei secoli scorsi: essa infatti separò il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio.

Fu allora che venne costruito dai due Stati – laddove secondo attendibili ipotesi si trovava – anche il ponte che un documento della metà del Duecento definisce “pontem magnum positum super flumen grandem qui dicitur Renum”. La targa che doveva ricordare quell’avveniimento non fu mai posta sembra a causa dei “venti risorgimentali che soffiavano già forti”.

La piccola folla alla cerimonia
La piccola folla alla cerimonia

“La proposta di porre al centro del ponte una lapide – ha spiegato Renzo Zagnoni – venne avanzata infatti in un momento particolarmente travagliato della storia italiana in concomitanza con la preparazione della cosidetta prima guerra di indipendenza degli anni 1948-49 e per questo non venne mai collocata: nessuno dei due governi aveva interesse a promuovere una solenne cerimonia che sapeva troppo di unità d’Italia! La strada venne comunque aperta il 1° settembre 1847 senza cerimonie e senza lapidi celebrative”.

Il testo della lapide di Ponte della Venturina
Il testo della lapide di Ponte della Venturina

Nell’ambito della cerimonia a cui ha presenziato anche il consigliere regionale Pd Marco Niccolai oltre ai sindaci di Sambuca Pistoiesie, Fabio Micheletti, e di Granaglione, Giuseppe Nanni, il professor Renzo Zagnoni ha illustrato il contesto storico nel quale si è collocata la costruzione del ponte. È seguito poi un apericena a cura della associazione Pro Loco presso il parco di Ponte della Venturina.

“Lo scopo della lapide – spiegano i promotori – è quello di far riflettere tutti sull’importanza di quest’opera (il ponte appunto) che determinò per la montagna pistoiese e bolognese radicali e importantissimi cambiamenti negli ambiti economico-sociale e culturale”.

L’idea è nata dal convegno tenuto al Gruppo di studi alta valle del Reno di Porretta Terme e dall’Accademia Lo Scoltenna di Pievepelago dal titolo “Le strade transappenniniche fra Sette e Ottocento: Futa, Porrettana, Giardini Ximenes, Foce a Giovo, Vandelli”.

Per la realizzazione della manifestazione fondamentale è stata l’attività di Sara Lodovisi e la collaborazione offerta dall’associazione Pro Loco di Ponte alla Venturina e di Pavana.

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